I servizi di home banking diventano sempre più sicuri e affidabili. Il gruppo Deutsche Bank ha messo a punto un sistema di sicurezza, fatto di password e codici di accesso, che aiuta a mettersi al riparo dai rischi della rete. Le insidie, però, sono sempre dietro l’angolo. È importante che anche gli utenti facciano la propria parte, riducendo così le possibilità di rimanere vittime di truffe informatiche come il phishing, ovvero come si abbocca alla truffa, di tentativi di frode che usano il telefonino come esca o di virus come Trojan e Spyware che permettono ai pirati di accedere alle informazioni riservate, contenute nel pc.
Un controllo costante del proprio computer Il primo passo per affrontare i rischi di internet, è selezionare con attenzione i programmi utilizzati. Il browser Firefox, ad esempio, secondo molti esperti è da preferire al più diffuso Internet Explorer. Vanta una più lunga tradizione sotto il profilo della sicurezza, garantendo una maggior efficacia nell’identificazione di siti fraudolenti, grazie soprattutto ai suoi filtri anti-phishing, e un aggiornamento costante e frequente della versione installata sul computer. Firefox, inoltre, impedisce a qualunque sito web di scaricare o eseguire software senza il consenso dell’utente, attraverso finestre informative esplicite e corredate da informazioni di facile comprensione anche per i navigatori inesperti. Con la versione Explorer 7, Microsoft ha migliorato i suoi standard di sicurezza. La puntualità e la frequenza degli aggiornamenti, la comprensibilità degli avvisi di sicurezza e la procedura di eliminazione dei dati personali rendono però ancora preferibile l’utilizzo di Firefox. In ogni caso, qualunque sia il browser utilizzato per la navigazione in internet, è necessario preoccuparsi di aggiornarlo costantemente. Soprattutto se si decide di usare Windows, diventa inoltre fondamentale installare un buon antivirus, assicurandosi che sia aggiornato di frequente. Molto importante, in questo senso, è l’aiuto che può arrivare dai Firewall, programmi in grado di filtrare il traffico in entrata e uscita, con gli utenti che, oltre alla versione pensata da Windows, possono contare anche su altri applicativi, come ZoneAlarm, più efficaci e gratuiti.
Per i più esperti, è anche utile monitorare i processi attivi sul proprio computer. Un primo colpo d’occhio si ottiene grazie alle icone sul Systray, la zona in basso a destra nel monitor del pc, vicino all’orologio. Per individuare le periferiche che potrebbero essere in esecuzione senza che l’utente ne sia a conoscenza, come stampanti o hard disk esterni, è necessario però accedere al pannello PROCESSI del TASK MANAGER, operazione possibile tramite il comando CTRL+ALT+CANC oppure cliccando su Avvio, Esegui, taskmgr. Ci vuole uno sguardo esperto per riconoscere dal nome i processi potenzialmente pericolosi, soprattutto alla luce del fatto che, in media, un computer ne vede all’opera contemporaneamente tra i 30 e i 40, arrivando anche a 50 se sono installate molte periferiche. Entrare in confidenza con questi processi, però, aiuta a combattere le insidie della rete.
Comportamenti che riducono i rischi Sono numerose anche le precauzioni che gli utenti possono prendere attraverso semplici ma efficaci comportamenti on line. Se ci si connette a sistemi di pagamento elettronico, come ad esempio PayPal che è uno dei più diffusi e viene utilizzato anche su eBay, è importante digitare l’indirizzo in una nuova finestra, invece di usare link che potrebbero deviare l’utente su siti fraudolenti. È fondamentale anche la gestione delle password, a partire da un codice d’accesso che è preferibile prevedere qualora il proprio computer sia a disposizione anche di altri utenti. Ma le password vengono utilizzate anche in numerosi altri servizi ed è quindi utile affidarsi a soluzioni diverse, senza però memorizzarle su un file salvato sul computer. La soluzione migliore è trovare una formula che permetta di tenerle tutte a mente, ricordando sempre che un codice di accesso efficace non utilizza dati dell’utente troppo noti ed è composto da cifre, lettere e segni di interpunzione. Ultimamente è molto utilizzato per le password il cosiddetto geekish: un meccanismo in cui le lettere vengono sostituite dai numeri e così, ad esempio, “alberto” si trasforma in “41b3rt0”. La sua grande diffusione, però, rende ormai questo espediente facilmente individuabile.
È importante anche verificare gli indirizzi a cui ci si collega. Un primo controllo si può effettuare attraverso la url, assicurandosi che sia coerente con il sito cercato. Ci si può sentire più tranquilli, inoltre, qualora l’indirizzo digitato sia preceduto dal codice “https”. In questo caso, un protocollo di sicurezza protegge i dati sensibili, non ultimi i numeri della carta di credito o i codici di accesso ai servizi di e-banking, impedendo a utenti esterni di intercettarli e utilizzarli in modo illegale. Che si stia navigando su una pagina sicura è verificabile anche attraverso l’icona di un lucchetto chiuso che, in caso di indirizzo protetto, compare in punti diversi, a seconda del browser utilizzato: accanto alla barra dell’indirizzo in Explorer, in basso con contemporanea colorazione della barra degli indirizzi in Firefox.
Un’ultima considerazione merita di essere sottolineata. Nessuna banca o gestore di servizi chiede solitamente ai propri clienti di fornire password o informazioni riservate tramite mail. Lo stesso vale per la richiesta di modifica dei propri dati attraverso la connessione on line. Se dovessero arrivare richieste di questo tipo, è bene tenere alta la guardia. Nella migliore delle ipotesi ci si ritroverà a fare i conti con un gestore che non utilizza le procedure corrette. Nella peggiore, ci si potrebbe riscoprire vittime di un tentativo di frode. |