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Sicurezza informatica
Le insidie dei telefonini

È ormai un accessorio indispensabile che accompagna le attività di tutti i giorni. Dal lavoro alla vita privata: più dell’86% degli italiani ha un cellulare e il 77% lo considera uno strumento d’uso praticamente quotidiano. I dati del Censis fotografano anche per il 2007 una nuova crescita nell’utilizzo dei telefonini, con giovani e utenti con un alto livello di istruzione che si ritagliano il ruolo di protagonisti. Messaggi e telefonate fanno spazio a funzioni più complesse, dalle videochiamate all’utilizzo della posta elettronica. Comodità a cui ormai è difficile rinunciare ma che possono nascondere delle insidie. Della larga diffusione dei cellulari si sono accorti anche i pirati informatici che riservano ai telefonini le stesse attenzioni dedicate, fino a poco tempo fa, solo ai computer.

Lo Spam sbarca sul telefonino
Al pari delle caselle di posta elettronica, i numeri di telefono diventano bersaglio di una fastidiosa attività di spamming, tra messaggi pubblicitari e tentativi di truffa. Nonostante una stringente normativa sulla privacy, i dati relativi alle varie utenze finiscono per circolare e si è spesso costretti a fare i conti con sms indesiderati che, nella migliore delle ipotesi, si limitano a offrire consigli commerciali o pubblicitari. Un inconveniente da poco se il numero di sms non supera una certa soglia: bastano pochi secondi per leggere il messaggio ricevuto e tornare alla propria attività. Le difficoltà aumentano però quando lo spamming si fa più intenso. Ricevere una serie di messaggi indesiderati durante una riunione di lavoro, ad esempio, può essere molto fastidioso. Quando la mole di sms cresce, aumenta anche il tempo necessario per cancellarli: un’operazione che, spesso, bisogna compiere in tempo reale se si attendono informazioni importanti che potrebbero essere bloccate dalla memoria ormai piena del cellulare. Proprio per evitare situazioni di questo tipo, diventa fondamentale diffondere con la massima cautela il proprio numero di telefono durante la navigazione su internet. È bene fornire un recapito telefonico solo se strettamente necessario, privilegiando servizi e registrazioni on line in cui la richiesta è solo facoltativa.

La nuova frontiera dello SMiShing
Una cautela ancor più necessaria perché i rischi che si corrono vanno anche oltre il semplice fastidio di sms indesiderati. Il phishing, che tante vittime ha mietuto sulla rete, ha trovato nei cellulari nuovo campo su cui agire, tanto da guadagnarsi la nuova denominazione su misura di “SMiShing”.
Il meccanismo è lo stesso che da anni prende di mira i computer e l’obiettivo è sempre quello di accedere a informazioni riservate, presenti sul pc della vittima. L’esca, in questo caso, viene però lanciata con un sms e non con una mail.
I messaggi più diffusi avvertano solitamente di iscrizioni effettuate a servizi a pagamento, specificando poi il link a cui accedere per cancellarsi. Così, convinti di salvaguardare il portafogli, ci si collega all’indirizzo segnalato e, puntuale, compare l’invito a scaricare file o programmi per completare la disattivazione. Un’operazione che può costare cara visto che, una volta installati sul proprio computer, i file si rivelano pericolosi Spyware o Trojan, in grado di accedere alle informazioni contenute sul pc.
I rischi sono notevoli, non ultimo il pericolo di fornire il codice della propria carta di credito o magari i dati per l’accesso e la gestione delle operazioni bancarie tramite i servizi di e-banking. 
Delicata anche la posizione delle aziende che, sempre più spesso, affidano i propri dati sensibili a dispositivi mobili dai quali si accede alle reti societarie. L’imprudenza anche di un solo dipendente, in questo modo, può costare cara, finendo per consegnare in mani indesiderate informazioni preziose per le attività aziendali.
Meglio quindi, per imprese e privati, evitare di scaricare programmi non necessari, chiedendo magari aiuto a sistemi di protezione, come i Firewall, che permettono di filtrare il traffico, bloccando operazioni potenzialmente pericolose.


Vedi anche:

 Con Deutsche Bank, sicurezza al 1° posto

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