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Guida ETF

Acquistare un Etf

A - Come si acquista un Etf?
B - Quali sono i costi d'acquisto? 
C - Quale regime fiscale grava sui vari tipi di Etf?
D - Quali documenti devo leggere prima di acquistare un Etf?


A - Come si acquista un Etf?

1-Cosa fare per comprare un Etf?
Per un risparmiatore privato è molto semplice comprare un Etf. Infatti questo strumento è quotato in Borsa, sul segmento Etf Plus e si compra e si vende come una normale azione. Sul segmento Etf Plus di Borsa Italiana la negoziazione è continua dalle 9:05 fino alle 17:25. Il lotto minimo di negoziazione è pari a 1 quota, corrispondente a una azione, di Etf.

2-A chi ci si rivolge per acquistare un Etf?
L’Etf si compra esattamente come una azione, e come per un titolo azionario il referente del risparmiatore è l’intermediario, Banca o SIM che sia. Quindi una volta deciso di investire in un Etf, si passa l’ordine di compravendita attraverso la propria Banca o SIM utilizzando il canale Internet, lo sportello o il telefono. 

B - Quali sono i costi d'acquisto?

1-Quanto costa comprare un Etf?
Comprare un Etf costa quanto l’acquisto di un titolo azionario, poiché l’operazione di compravendita è alla stregua di quella di un’azione. Se l’Etf è armonizzato ma quotato su una Borsa estera, la commissione sarà pari a quella per l’acquisto di titoli azionari quotati sulla stessa Borsa estera.

2-Essendo un prodotto del risparmio gestito, ha commissioni?
Un Etf non ha commissioni d'ingresso, di performance e di uscita. Tuttavia ha le commissioni di gestione, che variano di norma fino all’1,0%. Tali commissioni sono applicate direttamente al prezzo dell’Etf che quindi è al netto della frazione giornaliera corrispondente alla commissione annua stabilita da contratto.

3-Quale è l’investimento minimo?
A Piazza Affari il lotto minimo di negoziazione per un Etf è pari a 1 quota;  è come acquistare un azione. E poiché il prezzo di un Etf può anche essere inferiore ai 100 euro, valore standard all’emissione dell’Etf, ecco che si può accedere all’investimento in questi strumenti anche a partire da alcune decine di euro, facendone uno strumento adatto anche al piccolo risparmiatore.

C - Quale regime fiscale grava sui vari tipi di ETF?

1-Come si applica la tassazione in relazione agli ETF Armonizzati / Non Armonizzati?
In caso di investimento da parte di privati investitori, la disciplina fiscale degli ETF prevede che un prelievo ai fini impositivi venga effettuato tanto sui redditi periodici che vengono eventualmente distribuiti nel periodo in cui il contribuente mantiene il possesso dello strumento (gli ETF possono prevedere tale modalità di remunerazione), quanto sui proventi compresi nella differenza tra il valore di riscatto (o di cessione) delle quote ed il valore medio di sottoscrizione o di acquisto delle stesse.

E’ importante sottolineare che il reddito soggetto ad imposta può essere costituito da:
1) provento periodico distribuito dall'ETF (qualificato ai fini fiscali quale "reddito di capitale");
2) differenza positiva fra il valore netto del fondo (c.d. NAV) al momento del riscatto (o vendita sul mercato) e quello al momento della sottoscrizione (o acquisto sul mercato) (anch'essa qualificata ai fii fiscali come "reddito di capitale");
3) in caso di negoziazione delle quote, differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto delle quote medesime (al netto della suddetta differenza positiva - sub 2) - tra i NAV). In tal caso, infatti, l'investitore può realizzare un ulteriore guadagno (o una perdita) - costituenti, rispettivamente, plusvalenza (o Capital Gain) e minusvalenza - rilevante ai fini fiscali (c.d. "reddito diverso").
Vediamo meglio come è applicata la disciplina fiscale in caso di negoziazione sul mercato delle quote di ETF.
Gli ETF sono strumenti quotati in un mercato regolamentato, per cui, a differenza degli OICR tradizionali, le relative quote possono essere negoziate per l'intera seduta borsistica. E' dunque possibile concludere contratti di acquisto o vendita a prezzi diversi dal NAV giornalmente rilevato. Ciò comporta che il privato investitore può produrre sia "redditi di capitale" (pari alla variazione positiva tra "NAV di vendita" e "NAV di acquisto") sia plusvalenze o minusvalenze ("redditi diversi") di natura finanziaria (pari alla differenza tra il prezzo effettivo di vendita e quello di acquisto, al netto della differenza tra i rispettivi NAV).

Di fatto, per un investitore che abbia optato per il regime del risparmio amministrato, non cambia nulla, dal momento che è l'intermediario finanziario a cui si è rivolto per la conclusione della transazione a calcolare ed effettuare il prelievo dovuto su ciascuna tipologia di reddito.

Un esempio può essere utile per comprendere meglio il meccanismo di tassazione. Ipotizziamo che:
- la quota sia acquistata al prezzo di 100 Euro
- il valore (NAV) della quota al momento dell’acquisto sia di 96 Euro
- il prezzo di vendita della quota sia di 120 Euro
- il valore (NAV) della quota al momento della vendita sia di 110 Euro
In questo caso il "reddito di capitale" (costituito dalla differenza dei NAV) è dato dalla differenza tra il valore della quota al momento della vendita ed il valore della quota al momento dell’acquisto (110 - 96 = 14). La plusvalenza ("reddito diverso") è invece data dalla differenza tra i prezzi di vendita e di acquisto, al netto del reddito di capitale: [(120 - 100) - 14 = 6]. In caso di differenziale tra i NAV negativo (e quindi in assenza di reddito di capitale), ai fini del calcolo della plus/minusvalenza, dovrà essere assunto un valore - di "reddito di capitale" - pari a zero e, quindi, l'intera differenza tra i prezzi di vendita e di acquisto è qualificata come "reddito diverso".

Sui redditi così calcolati l’intermediario applica:
(a) la ritenuta del 12,50% sul "reddito di capitale" (14) derivante dal differenziale tra i NAV (così come, più in generale, anche dai proventi periodici eventualmente distribuiti). Tale ritenuta è a titolo d'imposta in caso il "reddito di capitale" derivi dall'investimento in ETR Armonizzati, ovvero a titolo d'acconto qualora l'investimento sia in ETR Non Armonizzati (in questo caso, infatti, il "reddito di capitale" concorre alla formazione del reddito imponibile dell'investitore, ed è quindi indicato in dichiarazione dei redditi e assoggettato alla tassazione progressiva IRPEF);
(b) ed un’imposta sostitutiva (anch’essa del 12,50%) sulla plusvalenza (6), comunque tassata al netto di eventuali minusvalenze pregresse accumulate nell'ambito del rapporto in regime del risparmio amministrato. E’ importante sottolineare che, invece, le minusvalenze non possono mai essere portate in diminuzione del reddito di capitale (differenziale tra i NAV).
Nel caso in cui la posizione del contribuente si sia formata nel corso del tempo sulla base di molteplici acquisti effettuati a prezzi differenti, si assume – ai fini del calcolo sopra descritto – un prezzo medio ponderato, calcolato dividendo il costo complessivo delle quote acquistate per la loro quantità. Analogamente, come valore di acquisto (NAV di acquisto), si assume la media ponderata dei valori delle quote (calcolato sulla base del NAV delle quote dei giorni in cui sono stati effettuati gli acquisti, ponderati per le rispettive quantità).

D - Quali documenti devo leggere prima di acquistare un Etf?

1-Perché occorre leggere il prospetto d’offerta ?
Prima di acquistare un Etf è necessario leggere il prospetto d’offerta, abbinato a ogni scheda del prodotto. Il prospetto d’offerta riporta le informazioni riguardo le caratteristiche dell’Etf analizzato, tra cui l’eventuale armonizzazione ed i rischi dell'investimento, nel caso si decidesse l’acquisto. Il documento riporta anche i dettagli sull’emittente che propone l'investimento.


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