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Guida ETF
Etf in pillole

A - Cosa sono gli Etf?     
B - Come funzionano gli Etf?
C - Quali sono le categorie degli Etf?
D - Quali le differenze tra i vari Etf (armonizzati, non armonizzati, strutturati)?


A - Cosa sono gli Etf?

1-Perché si chiamano Etf?
Etf è l’acronimo di Exchange Traded Fund, che tradotto letteralmente significa, fondi comuni di investimento o SICAV (congiuntamente anche definiti Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, di seguito  “OICR”) scambiati sul mercato regolamentato. Dal nome si intuisce, quindi, che sono dei particolari strumenti finanziari, le cui quote o azioni sono scambiate in tempo reale sulle Borse dove sono quotati, esattamente come avviene per i titoli azionari.

2-Chi può comprare o vendere gli Etf?     
Per le loro particolari caratteristiche di facilità nella compravendita gli Etf sono tra gli strumenti più utilizzati dagli investitori sia istituzionali che privati. Offrono la possibilità di diversificare il proprio portafoglio investendo su centinaia di settori economici ed in quasi tutte le regioni geografiche del globo.


B - Come funzionano gli Etf?

1-Quali sono le caratteristiche degli Etf?
Gli Etf replicano esattamente il sottostante al quale sono legati (il benchmark), che può essere un’indice azionario, un paniere di azioni, un settore azionario, un paniere di obbligazioni ecc. Caratteristica principale degli Etf è la gestione passiva, ovvero seguono esattamente il rendimento del benchmark.

2-Cosa offre un Etf?
Attraverso l’acquisto di un Etf si può investire su un intero indice azionario, in un settore, in una regione geografica particolare o in un paniere di obbligazioni, sempre in tempo reale e con una sola operazione di acquisto. Con le stesse modalità di compravendita di una azione si compra un fondo comune di investimento oppure una SICAV (un Etf appunto), avvantaggiandosi della flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale tipica dei titoli azionari scambiati in Borsa.


C - Quali sono le categorie degli Etf?

1-Quanti categorie di Etf ci sono?
Nel tempo, col crescere del numero degli Etf quotati in Piazza Affari e sugli altri mercati regolamentati sono aumentate le categorie che li contraddistinguono. In Piazza Affari le categorie più diffuse sono quella azionaria, obbligazionaria, monetaria, settori, ecc. Ognuna di queste categorie si divide in ulteriori sottocategorie. Per esempio, ci sono Etf azionari Italia, mondo, Usa, Europa, Est Europa, Asia, Pacifico, ecc. Gli Etf obbligazionari si dividono in corporate, in euro, in dollari, in titoli di stato area euro oppure globale, ecc…

2-Perché ci sono più categorie di Etf
Il grande numero di categorie e di sottocategorie permette all’investitore una vastissima scelta del settore su cui puntare (azionario, obbligazionario, commodity ecc) ed, all’interno di questo, di raffinare ulteriormente l’obiettivo dell’investimento, con una grande opportunità di diversificazione del portafoglio. Alcune categorie permettono anche una diversificazione rispetto allo stile di investimento dell’Etf, come le categorie Style, Fondamentali, Tematici, Settoriali che racchiudono Etf che investono su panieri di titoli selezionati con criteri particolari.


D - Quali sono le differenze tra i vari Etf?

1-Che differenza c’è tra Etf Armonizzati e Non Armonizzati?
Gli Etf Armonizzati, così come tutti gli strumenti di investimento armonizzati, sono quelli conformi alle direttive europee e sono contrassegnati dalla sigla Ucits III, acronimo della definizione inglese: undertakings for collective investiment in transferable securities. Sono autorizzati nel loro Paese d’origine e la loro offerta in Italia è preceduta da una comunicazione alla Banca d’Italia ed alla Consob, il loro scambio in Piazza Affari è autorizzato da Borsa Italiana.
Invece, gli Etf Non Armonizzati non sono conformi alle direttive della comunità europea e quindi non possono essere scambiati nè in Piazza Affari, nè sulle Borse europee.
L’altra importante differenza tra Etf Armonizzati e Non Armonizzati riguarda il trattamento fiscale (vedi sezione dedicata).

2-Come si riconosce un Etf Armonizzato?
Tutti gli Etf quotati sulla Borsa Italiana sono armonizzati, perché direttamente ammessi all’offerta in Italia ed allo scambio sulla Borsa Italiana da Consob, Banca d’Italia  e da Borsa Italiana; in genere tutti gli Etf quotati sulle principali Borse europee, come Francoforte e Parigi, sono armonizzati. Per capire se un Etf non quotato su Piazza Affari è armonizzato occorre visionare il relativo Prospetto d’offerta.

3-Perché è importante sapere se un Etf è armonizzato?
La differenza più importante tra gli Etf Armonizzati e Non Armonizzati è di natura fiscale. Gli Etf Armonizzati godono di una imposizione fiscale che è diversa sia nell’importo che nella modalità di applicazione.
Per i dettagli vai alla domanda dedicata al trattamento fiscale degli Etf (Acquistare un Etf: quale regime fiscale grava sugli Etf?)

4-Cosa sono gli Etf Strutturati?
Gli Etf Strutturati hanno le stesse caratteristiche dei normali Etf, ma, invece di essere indicizzati a un benchmark (per esempio un paniere di titoli, un indice o una materia prima),  il loro prezzo varia in funzione di una particolare indicizzazione col sottostante, derivante da un modello matematico.
I più comuni Etf Strutturati sono quelli:
- a leva, ovvero il prezzo si muove in maniera più che proporzionale all’andamento del benchmark (utilizzato per massimizzare i guadagni);
- short (il più comune), ovvero il prezzo si muove in maniera inversa all’andamento del benchmark (utilizzato per guadagnare coi ribassi);
- buy-write o covered call, utilizzato per strategie di investimento complesse che tendono a limitare i rischi di perdita;
- protective put, utilizzato per strategie che tendono ad annullare i rischi di perdita (tramite la put), ma a scapito dei guadagni.


5-Perché sono utili gli Etf strutturati?
Per le loro particolari caratteristiche gli Etf strutturati permettono all’investitore di assumere delle particolari strategie di investimento altrimenti impossibili da realizzare con i normali Etf, come strategie ribassiste o di protezione del capitale o di massimizzazione dei guadagni. In pratica permettono una ulteriore diversificazione di portafoglio, applicata alle strategie di investimento.


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