La cessione del quinto ai pensionati

Il legislatore ha esteso anche ai pensionati la possibilità di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta sulla rata della pensione. Per offrire la massima tutela ai pensionati, l'Inps ha definito tutte le modalità e le condizioni necessarie per concedere tali prestiti.

La cessione del quinto è una modalità di prestito prevista dalla legge italiana fin dal 1950 per i lavoratori dello Stato e che dal 2005 è stata allargata anche ai dipendenti del comparto privato e ai pensionati.

Questo particolare istituto prevede che il prestito, erogato da banche o finanziarie, sia estinto attraverso una rata mensile che non deve superare come importo un quinto dello stipendio o della pensione, al netto delle trattenute, con una durata massima di 120 mesi.

Il pagamento è effettuato attraverso una trattenuta diretta sulla busta paga o pensione. L’Inps, di fronte alla decisione del legislatore di allargare la possibilità di accedere a questa formula per i pensionati, ha tracciato quelle che sono le linee guida da seguire per garantire loro la massima tutela. In particolare alle regole che valgono per tutti di importo e durata, per i pensionati è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione, inoltre la rata deve essere tale da non intaccare l'importo della pensione minima stabilito annualmente dalla legge.

La cessione del quinto può essere richiesta per tutti i tipi di pensione, ad eccezione di:

  • pensioni e assegni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni mensili per l'assistenza ai pensionati per inabilità; assegni di sostegno al reddito (VOCRED, VOCOOP, VOESO);
  • assegni al nucleo familiare;
  • pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  • prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

Come previsto dall’Inps, per ottenere un prestito con cessione del quinto il pensionato deve prima richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione: un documento in cui viene indicato l'importo massimo della rata del prestito. La quota cedibile deve essere richiesta personalmente dal pensionato presso qualsiasi Sede Inps e va consegnata alla banca o alla società finanziaria con la quale stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato, per la stipula del contratto, si rivolga a un ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla banca/finanziaria attraverso un collegamento telematico con l’Istituto stesso, e i tassi di interesse applicati al contratto di prestito saranno più vantaggiosi.

A ulteriore tutela del pensionato, prima di versare la rata, l'Inps verifica alcune condizioni come che chi eroga il prestito abbia tutti i requisiti richiesti dalla legge per questo tipo di operazione; che il tasso applicato al prestito deve essere inferiore al "tasso soglia" anti-usura per gli enti finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito per la propria fascia di età per il prestito erogato da ente finanziario convenzionato; e che nel contratto siano indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

A cura della redazione de “IL SOLE 24 ORE”