Come integrare la pensione? Ecco le soluzioni ad hoc

Si può scegliere tra i fondi pensione aperti o chiusi e i PIP, i piani individuali pensionistici. In generale offrono soluzioni simili. Si può optare per una rendita vitalizia: si incassa ogni mese un assegno aggiuntivo rispetto a quello che viene liquidato dall’ente previdenziale obbligatorio. Oppure ancora, in alternativa, si può incassare in un’unica soluzione, ma solo fino al 50% della somma a cui si ha diritto

La pensione statale non basta più. È questo il problema che si trova davanti la maggior parte degli italiani e che diventa un vero fardello per quei giovani che hanno da poco iniziato a lavorare e che non sanno a quanti anni riusciranno realmente ad andare in pensione e con quale importo.

Integrare la pensione pubblica diventa così fondamentale per riuscire a mantenere invariato il proprio reddito e il proprio tenore di vita, e le soluzioni sono molteplici. Prima di effettuare la scelta è importante essere a conoscenza dell’importo contributivo che viene versato all’INPS o a un altro ente pensionistico e calcolare il “gap previdenziale”, cioè la differenza tra quanto si percepisce con lo stipendio e quanto si riuscirà a ottenere con la pensione pubblica.

I fondi pensioni aperti

Per mantenere inalterato il tenore di vita anche quando ci si ritierà dal lavoro, è possibile optare - all’interno dei piani di previdenza complementare - per un fondo pensione aperto. Si tratta di forme pensionistiche proposte da banche, assicurazioni società di gestione del risparmio (Sgr) e società di intermediazione mobiliare (Sim).

Si può aderire sia in forma individuale sia collettiva:

  • in caso di adesione individuale il singolo cliente sceglie l’importo da destinare al fondo, la periodicità dei premi e se versare solo il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • l’adesione collettiva, invece, prevede che ad accreditare i contributi sia direttamente il datore di lavoro, sulla base dei calcoli legati alla retribuzione annua e ai regolamenti aziendali. Il singolo sceglie il suo investimento tenendo conto della sua propensione di rischio e, dato che questa potrebbe cambiare nel tempo, sono sempre di più i fondi che propongono il meccanismo definito “life cycle”, che riduce automaticamente il profilo di rischio man mano che l’aderente si avvicina all’età di pensionamento.
    In questo modo si cerca di evitare che, al termine del programma previdenziale, a causa dell’andamento dei mercati finanziari l’aderente possa ritrovarsi con un montante finale inferiore ai contributi versati.

I fondi pensione chiusi

Solo alcune categorie di lavoratori, invece, hanno la possibilità di accedere ai fondi pensione chiusi (o negoziali), istituiti da accordi tra l’azienda e i sindacati.

I Piani Individuali Pensionistici (PIP)

Una seconda opzione è costituita dai piani individuali pensionistici (PIP), soluzioni create esclusivamente dalle compagnie assicurative (ma distribuite anche dalle banca) e sottoscrivibili solo a livello individuale. Diversi i contratti disponibili:

  • in alcuni casi  vengono proposti, infatti, prodotti di ramo I, cioè polizze vita la cui rivalutazione è collegata a gestioni interne separate;
  • in altri casi contratti di ramo III, cioè unit linked con rivalutazione legata al valore delle quote dei fondi interni o degli OICR (organisti di investimento collettivo di risparmio),
  • in altri casi, infine, il PIP è una combinazione di entrambi i contratti.

In tutti i casi, i PIP sono vere e proprie assicurazioni, a differenza dei fondi pensione che sono prodotti previdenziali non assicurativi.

Fondi pensione aperti e PIP forniscono prestazioni in larga parte analoghe. Un’opzione disponibile in entrambi i casi è la rendita vitalizia che consente di incassare ogni mese un assegno aggiuntivo rispetto a quello che sarà liquidato dall’ente previdenziale obbligatorio.
Tra le varie formule disponibili c’è anche la rendita reversibile: alla morte dell’avente diritto la pensione integrativa viene versata a favore di un’altra persona.
In alternativa, si può incassare la somma in un’unica soluzione, ma solo fino al 50% del maturato.

E infine, durante il programma previdenziale, si possono ottenere anticipazioni, cioè somme in acconto sul montante. Ad esempio, In qualunque momento e sino al 70% del montante, può essere richiesto un anticipo per il pagamento di spese sanitarie.

A cura della redazione di "OfNetwork"

I nostri Consulenti possono illustrarti le soluzioni studiate da Zurich e Deutsche Bank in materia di previdenza integrativa e consigliarti la soluzione adatta a te: