Cosa c’è dietro il fenomeno Bitcoin? La blockchain
Business e lavoro | 05 febbraio 2018

Cosa c’è dietro il fenomeno Bitcoin? La blockchain

In tutto il mondo è nota come la tecnologia che sta alla base della cripto-valuta più famosa e chiacchierata del web, il Bitcoin. Ma la blockchain, che funziona come una catena a blocchi e permette di difendere e trasmettere informazioni sensibili, è molto di più. Le prime aziende hanno iniziato a scoprirne le possibili applicazioni. E, talvolta, con risultati sorprendenti.

E' uno dei topic del momento. Le cripto-valute come il Bitcoin e Ripple sono al centro delle notizie di cronaca soprattutto per le loro quotazioni stellari.
A dicembre un Bitcoin valeva oltre 20.000 dollari. Poi, il successivo crollo ne ha ridimensionato la quotazione ad un valore che si avvicina intorno agli 11.000 dollari. I primi investitori che ci hanno creduto hanno fatto una fortuna. E' notizia recente, per esempio, che il rapper americano 50 cent, dopo che nel 2014 permise ai suoi fan di acquistare il suo ultimo disco Animal Ambition pagandolo con il cripto-conio, abbia accantonato una fortuna milionaria, visto che all'epoca un Bitcoin valeva poco più di 660 dollari. Risultati sorprendenti che sembrano aver convinto anche i più scettici, come Jamie Dimon, il ceo di JPMorgan che si dice pentito di aver definito la moneta del web come una "frode".

La blockchain

Aldilà del valore meramente speculativo della valuta digitale, però, il Bitcoin apre anche a tutta una serie di interessanti innovazioni e potenziali applicazioni che stanno contagiando sempre più imprese e istituzioni con risultati a volte sorprendenti. La tecnologia che sta alla base della produzione dei Bitcoin, la blockchain, infatti, è sempre più utilizzata. Secondo alcuni, semplificando, è una sorta di nuovo Internet del tutto anonimo, che permette la creazione e la gestione di un grande database di transazioni che sono condivisibili tra più nodi di una stessa rete. Questo database è strutturato in blocchi tra loro collegati (da qui il nome che, letteralmente, significa proprio “catena di blocchi”) e permette di difendere informazioni sensibili, a costi molto più contenuti. Perché le singole transazioni vengono validate da questa sorta di registro virtuale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno della rete, senza bisogno che intervengano terze parti ad assicurarne la validità.

Nuove applicazioni

L'ultima novità riguarda Kodak, la storica multinazionale delle pellicole fotografiche che a inizio 2018 ha lanciato la sua nuovissima cripto-valuta con l'obiettivo di rilanciarsi dopo avere quasi rischiato la bancarotta nel 2013 a seguito dell'avvento del digitale. La nuova valuta per i fotografi si chiama KodakCoin e consentirà ai professionisti di gestire i diritti dei loro lavori fotografici su un libro mastro completamente digitale realizzato sulla base della tecnologia blockchain. In questo modo, la nuova piattaforma digitale consentirà la gestione delle licenze, mentre attraverso la criptovaluta i fotografi iscritti potranno ricevere pagamenti per l'utilizzo dei loro lavori, concedendone al tempo stesso l'autorizzazione. Non solo: la piattaforma, annunciano dalla società, sarà anche in grado di scandagliare il web alla ricerca di un eventuale uso improprio delle immagini registrate. Sebbene non sia ancora operativa, gli effetti benefici dell'annuncio dell'introduzione della tecnologia del web si sono già fatti sentire: il titolo di Kodak, dopo mesi di stallo, ha fatto un balzo del 45%.

E' sempre degli stessi giorni la notizia che anche Telegram, il servizio di instant messaging da 180 milioni di utenti, lanciato nel 2013 ma da sempre secondo al ben più diffuso Whatsapp, sia prossimo al lancio di una valuta proprietaria e completamente digitale, realizzata grazie ad una piattaforma blockchain. Il nuovo cripto-conio si chiamerà, stando alle indiscrezioni, Gram, e dovrebbe essere utilizzato per la realizzazione di un nuovo sistema di pagamento in chat tra i contatti della rubrica, oltre che per lo sviluppo di altri servizi virtuali. Ma l'obiettivo reale della società è ben più ambizioso. Entro marzo, infatti, potrebbe realizzarsi una Ico (initial coin offer) da 500 milioni di dollari che la società pensa di portare a termine vendendo la propria criptovaluta in cambio di euro e dollari.

Non solo nuove valute e scambi di denaro. La blockchain è anche e soprattutto scambio di informazioni. Ecco allora che c'è grande attesa per l'arrivo della versione beta di Lunyr, la nuova enciclopedia del web, simile a Wikipedia, ma che grazie alla struttura decentralizzata realizzata grazie alla blockchain di Ethereum permetterà di assicurare un pagamento a tutti i suoi collaboratori. Così, i contributori potranno ottenere in cambio del loro operato punti o premi che verranno convertiti in token e a loro volta scambiati in Ether, la criptomoneta di Etehereum, oppure in dollari.

A cura della redazione di OfNetwork