Crescono le nuove forme di pagamento digitali

Il contante in Italia conserva il suo primato come metodo di pagamento. Le nuove tecnologie comunque avanzano e non riguardano solo le carte di credito.

Nel 2015 i pagamenti digitali in Italia hanno conosciuto una crescita a due cifre rispetto all’anno precedente e per il futuro promettono di farlo ancora. Nel 2015 sono arrivati a 175 miliardi di euro, registrando un +12% in confronto al 2014. Tuttavia, i pagamenti in contanti continuano a fare la parte del leone: nel 2015 gli italiani hanno speso 430 miliardi di euro in cash. Per l’anno in corso la stima è di un +25%, stando allo scenario più favorevole, soprattutto grazie ai nuovi sistemi di pagamenti digitali (New digital payment), ovvero quelli che si aggiungono alle tradizionali tessere di plastica, come per esempio gli acquisti da un sito web oppure quelli attraverso lo smartphone o modalità attraverso sistemi di contactless. Nel 2015, gli acquisti in modalità “new” sono ammontati a 21,5 miliardi di euro, contro i 17,6 miliardi del 2014, e quelli “old” a 153,4 miliardi di euro dai 138,2 dell’anno precedente. Per il 2016 la stima è di arrivare a 190 miliardi di euro di pagamenti digitali, suddivisi in 26 per quelli con metodi “new” e 164 con le tradizionali carte di credito e di debito. I dati sono stati elaborati dall’Osservatori Mobile payment & commerce del Politecnico di Milano che ha fatto stime al 2018, quando i pagamenti digitali dovrebbero arrivare a 247 miliardi di euro, andando a incidere sul totale in maniera più significativa ed erodendo spazio al contante. Anche se, come si prevede, 196 miliardi di euro saranno pagati con carte e solo 51 miliardi con i nuovi sistemi, saranno proprio questi a dare spinta alle transazioni virtuali, con I pagamenti con carte che passeranno dal 90% del totale nel 2013 all’80% nel giro di cinque anni. “I pagamenti digitali sono in accelerazione e c’è da sperare che l’Italia riesca a scrollarsi di dosso la nomea di Paese del contante”, ha commentato Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio, spiegando che “nell’area euro siamo penultimi, davanti alla sola Grecia, nell’uso della moneta di plastica, mentre anche le nazioni dell’Est Europa riescono a fare meglio”.

A cura della redazione de "Il Sole 24 Ore"