Crowdfunding immobiliare: le piattaforme per investire

È una soluzione alternativa (e virtuale) per puntare sul mattone. Come? Con le piattaforme di crowdfunding che destinano somme di denaro (anche piccole) in prestiti a lungo termine su nuove costruzioni o sulla ristrutturazione di vecchi appartamenti. Ecco le soluzioni attive in Italia. E come funzionano.

Il crowdfunding, letteralmente “finanziamento dalla folla”, cioè la formula che consente di ottenere somme di denaro dalla collettività attraverso una raccolta fondi online, ha conquistato anche il settore immobiliare. Fornendo un nuovo modo per investire nel mattone che nulla ha a che fare con l’acquisto o il possesso di una casa.

Nata negli USA, questa soluzione si sta facendo conoscere anche in Italia, perché dà la possibilità di puntare sulla costruzione e ristrutturazione di appartamenti o abitazioni anche con piccole somme per ottenere un rendimento sul lungo periodo. Mentre, dall’altra parte, lo stesso crowdfunding consente alle società immobiliari di avere a disposizione un nuovo strumento per la raccolta dei fondi.

I portali specializzati nel crowdfunding immobiliare sono di due tipi:

  • Equity based: il finanziatore acquista le quote della società e il rendimento è generato dalla rivendita dell’immobile.
  • Lending (o peer-to-peer) based: chi finanzia il progetto investe in un prestito ipotecario legato all’immobile, che viene rimborsato con gli interessi ogni mese o ogni trimestre.

Ecco tre tra i principali portali attivi in Italia.

Housers (lending crowdfunding)

Nata nel 2015 in Spagna e ora attiva anche in Italia, la piattaforma permette di investire in progetti immobiliari con un minimo di 50 euro. Nello specifico sono tre le forme di partecipazione dell’utente.

  • Si può optare per una forma di risparmio sulla base di un prestito a lungo termine su progetti immobiliari di acquisto o vendita e in questo caso i rendimenti sono corrisposti mensilmente
  • Si può scegliere la forma dell’investimento con un guadagno che si ottiene alla vendita, sotto forma di plusvalenza.
  • O, ancora, si può partecipare con un prestito a tasso fisso concesso direttamente alla società immobiliare che vuole avviare una nuova costruzione ed è alla ricerca di fondi.

Secondo quanto riportato dal portale il rendimento medio annuale realizzato dai progetti in fase di vendita è del 9,93%.

Walliance (equity crowdfunding)

Investendo un minimo di 500 euro si diventa soci della società (sia italiana sia estera) che ha in programma l’avvio del progetto immobiliare scelto dall’utente, e si percepiscono quote proporzionali al capitale investito. A patto che l’immobile riesca ad essere venduto nel tempo pattuito, in caso contrario si ottiene il rimborso di quanto versato.
Dalla società assicurano che sono autorizzati solo progetti con un ritorno tra il 10% e il 20%.

Trusters (lending crowdfunding)

Servono almeno 100 euro per iniziare a investire su questa piattaforma nata a fine 2018 e specializzata in investimenti sul territorio italiano e che punta a remunerare i sottoscrittori dei progetti nel giro di 9-18 mesi con un rendimento annuo stimato che arriva fino all’8%. Su Trusters la modalità di partecipazione è sempre quella del prestito.

A cura della redazione di OfNetwork

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