Dal 15 marzo al via le nuove regole del Fondo di garanzia per le Pmi

Con la riforma del Fondo vengono ridefinite le modalità di intervento e il modello di valutazione. Sono state introdotte cinque classi di merito, costruite sulla probabilità di inadempimento delle Pmi.

Dal 15 marzo sono operative le nuove regole di funzionamento del Fondo di garanzia per le Pmi, disciplinato dalla legge 662/1996.

L’obiettivo resta quello di sostenere le piccole e medie imprese nell’accesso alle fonti finanziarie, fornendo una garanzia pubblica da affiancare a quella dell’impresa beneficiaria.

La riforma, in particolare, ha ridefinito le modalità d’intervento, fra:

  • garanzia diretta (su richiesta dei soggetti finanziatori, anche in qualità di capofila di pool di soggetti finanziatori)
  • riassicurazione e controgaranzia (su richiesta dei soggetti garanti, anche in qualità di capofila di pool di soggetti garanti)
  • e l’utilizzo del modello di valutazione, basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese.

Con le modifiche realizzate, la valutazione dei soggetti beneficiari finali è effettuata attraverso una loro classificazione in cinque classi di merito, costruite sulla loro probabilità di inadempimento.

È stata inoltre disposta una riorganizzazione delle misure di copertura e di importo massimo garantito dal Fondo.

È previsto anche un contributo dedicato alle start up, che sono ammesse alla garanzia solo rispettando alcune indicazioni.

A cura della redazione de “Il Sole 24 ore”