Istat: a dicembre scende il numero di occupati in Italia
Business e lavoro | 10 febbraio 2020

Dicembre negativo per il mercato del lavoro: scende il numero di occupati

Secondo l'Istat, l’ultimo mese dell’anno ha messo a segno la flessione più marcata da febbraio 2016: gli occupati stabili, dopo un ottobre e un novembre di crescita, sono scesi di 75 mila unità. Stabile il tasso di disoccupazione. In aumento i contratti a termine.

È stato un dicembre negativo per il mercato del lavoro italiano. L’ultimo mese dell’anno, dopo un ottobre e un novembre di crescita, infatti, ha fatto registrare una riduzione significativa nel numero di occupati permanenti, che sono calati di circa 75mila unità rispetto al mese precedente, mentre il tasso di occupazione è sceso al 59,2% (-0,1 punti percentuali). Si tratta della flessione più marcata registrata in Italia dal febbraio 2016. È questo il quadro delineato dall’Istat a fine gennaio, nel consueto bollettino che fotografa mensilmente l’andamento del panorama lavorativo italiano.

Nello specifico, analizzando i dati scorporati per fasce di età, la flessione riguarda principalmente gli uomini e le classi d’età centrali tra i 25 e i 49 anni (-79 mila), così come i dipendenti (-75 mila) che sono tornati a diminuire dopo quattro mesi positivi. Non ci sono buone notizie nemmeno per i lavoratori autonomi: in calo di 16mila unità, hanno raggiunto il livello minimo storico dal 1977.

Ma i dati dell’istituto nazionale di statistica hanno rilevato anche un’altra tendenza potenzialmente preoccupante: il 2019 si è chiuso con un record di contratti di lavoro precari, in aumento di circa 17mila unità nell’ultimo mese, arrivando alla soglia complessiva di 3 milioni e 123mila contratti a termine attualmente attivi. Mentre è aumentato, lievemente, anche il numero di inattivi, cioè di coloro che non lavorano e non stanno cercando un impiego. In questo caso, ha rilevato l’Istat, il tasso di inattività è salito al 34,2% (+0,1 punti percentuali), dopo aver raggiunto il minimo storico lo scorso novembre.

Nonostante questa flessione, però, continua l’istituto, è rimasto tuttavia invariato al 9,8% il tasso di disoccupazione: cioè il numero di persone che cercano un impiego e non riescono a trovarlo, sul totale della forza lavoro. Non si registrano variazioni nemmeno per quanto riguarda la fascia di età dei giovanissimi, compresi tra i 15 e i 24 anni d’età: in questo caso, il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 28,9%.

Il confronto sui 12 mesi

Sebbene dicembre abbia chiuso in negativo, è sul lungo periodo che i dati rilevati dall’Istat assumono una connotazione positiva. Gli andamenti trimestrali e annuali, infatti, confermano una crescita dell’occupazione e una diminuzione della disoccupazione e dell’inattività. In particolare, prendendo in esame i dodici mesi si nota, rispetto a dicembre 2018, un aumento degli occupati dello +0,6%, pari a +136 mila unità. Di contro, i disoccupati si sono ridotti del -5,3% (pari a -143 mila unità) e gli inattivi tra i 15 e i 64 anni del -0,9%, (-115 mila).

A cura della redazione di "OfNetwork"