E ora la tua assicurazione è più “trasparente”

Il 1° ottobre 2018 è entrata in vigore la IDD, cioè la nuova Direttiva sulla distribuzione assicurativa. Cosa cambia per chi vuol proteggere la propria casa? O coprirsi con una polizza per i rischi di malattia? E soprattutto per chi sceglie una Index o una Unit linked come formule di investimento. Ecco le novità punto per punto.

Dal 1° ottobre 2018 è in vigore la nuova Direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD) voluta dall’Unione Europea, con nuove regole a tutela del cliente. E ora sia le compagnie assicurative che gli intermediari (ad esempio le banche che vendono polizze in filiale) dovranno adeguarsi. Nasce così la figura del “distributore assicurativo” con nuovi obblighi in termini di trasparenza e di creazione dei prodotti, ma le novità della direttiva sono diverse. Ecco, punto per punto, le principali.

La nuova classificazione dei prodotti

Sono tre le macro categorie in cui vengono distinti i prodotti assicurativi vita e danni:

  1. Prodotti di investimento assicurativo: sono quelli maggiormente coinvolti nella nuova direttiva europea, perché per via del collegamento a prodotti finanziari, comportano maggiori rischi per il cliente. Rientrano qui, quindi, i prodotti collegati a una gestione separata e le cosiddette polizze Index e Unit linked.
  2. Prodotti vita non di investimento assicurativo: formano questo gruppo le polizze a protezione della vita, ad esempio quelle a copertura di malattie o quelle cosiddette temporanee caso morte, e quelle previdenziali.
  3. Prodotti non vita: che comprendono le polizze del ramo danni.


Le regole per la creazione dei prodotti

Uno dei principali obiettivi della nuova IDD è quello di favorire la trasparenza e una nuova logica di servizio incentrata sul cliente, per fornire maggiore assistenza al momento della scelta dei prodotti di protezione e risparmio.
Una delle principali novità è quindi la POG (Product Oversight Governance): i prodotti assicurativi devono ora essere ideati solo dopo aver già identificato un target di clientela di riferimento (target market), mettendo in atto processi di monitoraggio anche nella fase di pre-vendita. In fase di post vendita, invece, il monitoraggio continua per controllare che il prodotto possa ancora rispondere alle reali esigenze del target.

Più consulenza e trasparenza per il cliente

Nell’ottica di una maggiore trasparenza, inoltre, la direttiva europea pone l’attenzione sul ruolo della consulenza. Compagnie assicurative e intermediari devono informare in modo chiaro, completo e trasparente il cliente che si appresta a sottoscrivere un prodotto assicurativo. Il distributore deve fornire informazioni complete sul prodotto, ma anche sul suo ruolo e sul compenso che percepisce.

Vengono anche inseriti dei nuovi obblighi informativi precontrattuali per consentire al cliente di prendere una decisione del tutto informata. Se la consulenza avviene prima della sottoscrizione del prodotto, il distributore deve predisporre una “raccomandazione personalizzata” per far comprendere come, in base alle reali esigenze, un prodotto sia più indicato rispetto ad altri. Se l’interesse è per i prodotti classificati come “non vita”, quindi quelli del ramo danni, deve essere fornito un documento informativo standardizzato e di facile lettura.
Inoltre, la remunerazione degli agenti non può entrare in conflitto con gli interessi del cliente, quindi è vietato proporre per profitto personale una particolare soluzione assicurativa mentre va sempre proposto il prodotto più “su misura” per chi ne fa richiesta.

I prodotti di investimento assicurativo

Sono i prodotti più interessati dalla IDD. Si tratta di tutte quelle soluzioni esposte alle fluttuazioni di mercato, con una scadenza e un valore di riscatto. Proprio per il loro collegamento a prodotti finanziari, la IDD introduce una serie di obblighi specifici, soprattutto di tipo informativo, secondo i quali è necessario fornire al cliente informazioni complete sui rischi associati, sulle strategie di investimento proposte, sui costi e gli oneri e mettere a disposizione una valutazione periodica dell’idoneità dei prodotti.
Spetta al consulente, quindi, fornire esclusivamente prodotti di investimento assicurativo che rispettino la predisposizione al rischio del cliente e la sua capacità di sostenere eventuali perdite.

A cura della redazione di OfNetwork


 

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