Forte l’impatto Covid sull’immobiliare, nel 2020 persi 9 miliardi di investimenti

Secondo una ricerca di Nomisma, in un contesto complessivamente difficile per l’economia italiana a causa dell’emergenza coronavirus, il settore immobiliare subirà ricadute sia in termini di calo delle transazioni sia per una flessione degli investimenti.

Il settore immobiliare subirà ricadute dal contesto economico italiano di forte rallentamento a causa della pandemia di coronavirus. In particolare, gli effetti negativi si faranno sentire “soprattutto sul lato transazioni (-150.000 transazioni attese) e investimenti (-6 miliardi quelli corporate, -9 miliardi in totale nel 2020), con una sostanziale rigidità sul fronte dei prezzi”, come dichiarato da Marco Marcatili, economista e responsabile sviluppo di Nomisma, sottolineando che “il tema principale non è tanto la caduta, ma la tenuta a livello territoriale”.

L'immobiliare, come gli altri settori, “si trova nel mezzo della crisi sanitaria, che innescherà altre crisi a livello sociale, economico e non solo”, continua Marcatili, spiegando che “già prima del Covid-19 sapevamo quanto Milano fosse centrale, con dinamiche immobiliari diverse dal resto dell'Italia, e la sfida ora è da un lato riuscire a generalizzare la 'soluzione-Milano' nelle altre realtà d'Italia, e dall'altro rendere Milano più simile all'Italia in termini di accessibilità”.

Secondo l'economista, “ci sono le condizioni per uscire bene dall'emergenza sanitaria, ma non bisogna dare agli investitori l'idea che questo sia un tempo di attesa che passerà in modo automatico”.
In questa ottica, infatti, è necessario cambiare prospettiva e dinamiche, “adattando anche il mercato immobiliare al nuovo contesto”, cosa che rappresenta un'opportunità.

A cura della redazione de Il Sole 24 Ore

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