guida ristrutturazioni
Prestiti e mutui | 19 ottobre 2016

Guida facile alle detrazioni per ristrutturare casa

Rendere più sicura l’abitazione oppure renderla più efficiente dal punto di vista energetico con nuovi sistemi di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione può far risparmiare sulle tasse. Gli incentivi fiscali rimangono validi fino alla fine del 2016. Ma attenzione: la domanda va formulata in modo corretto. Ecco la guida: quali interventi sono detraibili, chi può accedere all’agevolazione fiscale. E a quali condizioni. Quali i prestiti richiedibili per ristrutturare.

C’è tempo fino al 31 dicembre 2016 (ma una proroga è attesa per il 2017) per approfittare degli incentivi fiscali sulla ristrutturazione di alloggi privati, sul risparmio energetico e sull’acquisto di mobili.
Per le ristrutturazioni edilizie la detrazione è del 50% con un tetto massimo di 96.000 euro. Sono detraibili gli interventi di manutenzione ordinaria, come la sostituzione dei pavimenti, la tinteggiatura delle pareti e l’abbattimento delle barriere architettoniche, e quelli di manutenzione straordinaria, come l’installazione di un ascensore o il rifacimento del bagno.
In caso di interventi volti a migliorare il risparmio energetico, il rimborso sulla dichiarazione dei redditi ammonta al 65% della spesa, con tetti variabili in base all’intervento effettuato. Rientrano nel Bonus, ad esempio, la sostituzione di infissi, l’installazione di nuove caldaie e la posa di pannelli solari.
In entrambi i casi l’investimento è restituito in 10 anni. Ma, per evitare di perdere i vantaggi fiscali sperati, è necessario che le spese siano documentate correttamente. Per prima cosa, il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. Vanno specificati causale del versamento, codice fiscale dei contribuenti che usufruiscono della detrazione e codice fiscale o partita IVA del beneficiario. Ed è obbligatoria l’indicazione dei dati catastali dell’immobile da ristrutturare. E’ necessario, quindi, conservare le fatture e le ricevute dei bonifici effettuati fino al completo rimborso.
Solo in caso di ristrutturazione per efficientamento energetico è anche necessaria una dichiarazione da parte del direttore dei lavori, che attesti che l’intervento sia conforme ai requisiti richiesti. A cui si aggiunge una scheda con i dati del soggetto che ha sostenuto le spese, dell’edificio oggetto dei lavori, del tipo di intervento eseguito e della nuova classe di risparmio energetico raggiunta. Da far pervenire online all’Enea (Agenzia Nazionale per l’Energia Sostenibile) entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
C’è poi una terza tipologia di detrazione che rimborsa fino al 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (almeno in classe energetica A+), fino a una soglia di 10.000 euro. Il Bonus Mobili, però, può essere richiesto esclusivamente per spese destinate all’immobile da ristrutturare. E in questo caso per il pagamento si può utilizzare, oltre al bonifico bancario, anche la carta di credito o il bancomat.
Chi, oltre alle detrazioni, ha comunque la necessità di ottenere liquidità per finanziare gli interventi, può richiedere un prestito, finalizzato o generico, a condizione però porti, anche in questo caso, tutta la documentazione necessaria ad attestare le spese effettuate.

A cura della redazione di OfNetwork