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Lifestyle | 28 aprile 2017

C’è un maggiordomo nello smartphone

Siri (iPhone) e gli altri. Ecco come funzionano gli assistenti virtuali più evoluti: riconoscono il linguaggio naturale, raccontano barzellette, rispondono a tono alle provocazioni, fanno battute, inviano e-mail e sms ai contatti della rubrica e, da poco, sono in grado di leggere e inviare messaggi di testo. E quali servizi offriranno nel prossimo futuro? C’è Google (ma ancora non dialoga). C’è Cortana (Microsoft) che gestisce l’agenda e, tra l’altro, reagisce e si arrabbia in caso di domande inopportune. E adesso anche Barbie, Facebook e Samsung…

E’ il business del momento: la tecnologia permette di personalizzare servizi e esperienze d’uso, trasformando i dispositivi che abbiamo sempre in tasca in mini-robot, con maggiordomi hi-tech a portata di tap in qualsiasi momento. Ad oggi, gli assistenti virtuali integrati nei software degli smartphone di ultima generazione sembrano essere giochi evoluti più che vere commodity. Ma la ricerca non si ferma, e con l’evoluzione dei nuovi modelli di cellulari nascono anche servizi aggiuntivi sempre più strutturati. La corsa alla sperimentazione di strumenti dotati di intelligenza artificiale, infatti, sta contagiando un numero sempre crescente di attori: da facebook, che per ora solo negli Stati Uniti ha introdotto nella chat di Messenger “M” per dare suggerimenti sulla base delle conversazioni attive, a Barbie, la famosa fashion doll di Mattel che diventa un ologramma in grado di impostare la sveglia, raccontare le previsioni del tempo, aggiungere appuntamenti al calendario personale.

Tra i primi maggiordomi virtuali, la più nota è certamente Siri, integrata sugli iPhone di casa Apple già dal 2010. L’assistente donna riconosce il linguaggio naturale, racconta barzellette, risponde a tono alle provocazioni, fa battute, invia e-mail e sms ai contatti della rubrica e, da poco, è in grado di leggere e inviare messaggi di testo anche tramite l’app di messaggistica istantanea Whattsapp. L'assistente di Cupertino è poliglotta: parla perfettamente 21 lingue, mentre un team di esperti è costantemente al lavoro per leggere testi con lingue e accenti diversi in modo che Siri impari con naturalezza un numero sempre maggiore di espressioni.

Ha una voce di donna anche Cortana, l’assistente ideato da Microsoft e introdotto sugli smartphone della gamma Windows a partire dal 2014. Il software è in grado di aiutare l’utente nella configurazione iniziale dello smartphone,  sa memorizzare sull’agenda personale gli orari degli appuntamenti e quelli di treni o aerei, e riesce ad allegare un’immagine a un particolare promemoria. Inoltre, il mini-robot riconosce il linguaggio naturale e, da poco, è stato anche riprogrammato per reagire e arrabbiarsi in caso di domande inopportune. In futuro, però, potrebbe anche essere integrato su una serie di dispositivi diversi, come quelli casalinghi.

Anche Google ha il suo assistente virtuale, anche se per ora funziona solo su un numero limitato di richieste. Chi ha uno smartphone Android, quindi, può chiedere di aprire le app installate sul telefonino, dettare e-mail e sms con la voce, chiedere il risultato delle partite di calcio o le indicazioni stradali per raggiungere una determinata destinazione visualizzando il percorso direttamente su Google Maps. Mentre, negli Stati Uniti, si sta già testando il maggiordomo evoluto, in grado di integrare alle richieste vocali tutta una serie di dati frutto delle ricerche normalmente effettuate dall’utente sui motori di ricerca. Ed è già in avvio l’assistente virtuale sugli oggetti di domotica che riconosce la voce anche dei componenti della famiglia.

Tra le ultime novità in arrivo, poi, c’è grande attesa per Bixby, l’assistente sviluppato da Samsung e che farà il suo debutto sui nuovi S8 e S8 Plus. Attualmente il software di intelligenza artificiale risponde solo a domande in inglese, spagnolo e coreano, ma entro l’anno potrebbe essere integrato anche sugli smartphone italiani. Come l’assistente di Google, Bixby è in grado di dare consigli, tradurre immagini e trovare informazioni sul web. Ma la novità è che il software è in grado di riconoscere gli oggetti attraverso la fotocamera e proporne poi l’acquisto attraverso Amazon.

A cura della redazione di OfNetwork