Il “nuovo” volto dell’immobiliare, dopo la grande crisi

I prezzi delle abitazioni sono diminuiti quasi del 30%. Le nuove proprietà, che rappresentano solo il 19% di tutte le compravendite del 2017, sono in calo del 34% rispetto al 2010. La crisi economica ha cambiato il mercato immobiliare e l’edilizia. E si inizia a puntare su nuovi business, come la ristrutturazione. Ecco cosa sta accadendo e cosa aspettarsi per il 2018.

Il mattone è sempre stata un’asset class imprescindibile in qualsiasi portafoglio diversificato di investimento, soprattutto per via delle sue qualità di bene rifugio.
Ma la crisi finanziaria del 2008 e il conseguente crollo dell’edilizia, hanno sparpagliato le carte in tavola, cambiando gli scenari, il mercato e le aspettative di guadagno future.

Dagli anni del boom edilizio, prima che la crisi scoppiasse, le abitazioni hanno visto crollare le quotazioni di quasi il 30%, con picchi maggiori soprattutto nelle periferie. Le compravendite sono diminuite, i tempi necessari alla conclusione delle trattative si sono dilatati. E la forbice tra il prezzo richiesto dal venditore e la disponibilità economica dell’acquirente è aumentata di conseguenza.

Cosa accadrà nel 2018?

Standard & Poor’s conferma che la crescita economica combinata a tassi di interesse ancora ai minimi hanno supportato una ripresa del mercato immobiliare italiano, senza però andare a influire sui prezzi di mercato. Le compravendite sono in aumento, confermano gli operatori, e il 2017 si è chiuso con segno positivo, anche se gli scambi stanno rallentando rispetto al 2016.

Stando ai dati diffusi dai principali centri studi italiani si stima che l’anno scorso siano state portate a termine circa 550mila transazioni d’acquisto, con un incremento intorno al 5% rispetto all’anno precedente. Una crescita che, concordano tutti i principali operatori coinvolti, potrà riconfermarsi anche per il 2018.

Diverso invece il caso dei prezzi che sembrano destinati a rimanere sostanzialmente stabili per tutto il resto dell’anno. Solo nelle principali città italiane le quotazioni sono in ripresa, come per esempio a Milano e Roma. Ma non si tratta di incrementi significativi.

Il nuovo volto del mattone

Ora che l’onda lunga della crisi sembra essersi esaurita, però, l’immobiliare si presenta profondamento trasformato rispetto a quasi 10 anni fa.
Nella ricerca di S&P diffusa a inizio anno, infatti, si legge che le nuove proprietà immobiliari rappresentano solo il 19% di tutte le compravendite del 2017, con un calo del 34% rispetto 2010. E anche se gli investimenti in nuove soluzioni abitative si stanno riprendendo gradualmente, rimangono ancora quasi del 30% inferiori rispetto alla percentuale di 10 anni fa.

Ecco allora che accanto agli investimenti più tradizionali, sono in aumento le operazioni di trasformazione di immobili obsoleti, acquistati per essere riqualificati sfruttando anche gli incentivi fiscali legati alla ristrutturazione e all’efficientamento energetico.
Un’operazione che sta attraendo un numero sempre crescente di acquirenti, compresi coloro che puntano sul mattone solo come investimento.
Secondo gli operatori, infatti, grazie alle agevolazioni fiscali sulle opere di ristrutturazione si ottiene un vantaggio economico rispetto al prezzo d’acquisto di un immobile nuovo o già ristrutturato.
Mentre, per chi investe, è possibile ottenere rendimenti da locazione potenzialmente più elevati.

A cura della redazione di OfNetwork