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Business e lavoro | 11 settembre 2017

Italia ancora indietro nel Digital B2b

In una fase storica in cui la digitalizzazione è uno dei principali strumenti per riacquistare competitività e permettere al Paese di crescere, ci sono ancora troppe imprese italiane che restano al palo. Anche se parlare di Digital B2b può sembrare un passo indietro di fronte all’Industria 4.0, il fatto che molte imprese non siano interessate dalla diffusione del digitale è il segnale che molto può essere ancora fatto. Si è occupato proprio della digitalizzazione del Ciclo Ordine-Consegna-Fattura-Pagamento l’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b del Politecnico di Milano.

La rivoluzione digitale è un processo in corso e che sta trasformando il panorama economico mondiale. Si parla di un fenomeno che avrà impatti sulle imprese, sull’occupazione e sull’organizzazione sociale, al pari se non più forti della globalizzazione e ancora da valutare e comprendere fino in fondo.

Il digitale è anche considerato un driver di crescita economica e se, da una parte porterà alla trasformazione del mondo del lavoro così come lo conosciamo oggi, dall’altra potrà anche aprire nuove opportunità. In questo contesto rientra il piano Industria 4.0 lanciato dal governo italiano e che si sta rivelando un successo tra molte imprese.

Tuttavia, nonostante il tentativo e la riuscita di una parte del mondo imprenditoriale italiano di agganciarsi a questo treno, i numeri forniti da Irene Facchinetti, direttore Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b del Politecnico di Milano, sul Digital B2b evidenziano che c’è ancora molto da fare sul fronte della digitalizzazione delle imprese.
Quelle che in Italia hanno iniziato a utilizzare strumenti digitali a supporto delle relazioni con i propri clienti e fornitori, grazie a strumenti di digitalizzazione dei processi B2b sono circa 120mila, in crescita del 20% rispetto al 2015 e più che raddoppiate nell’ultimo quinquennio.
Questo dato rappresenta il 50% delle grandi imprese (in Italia circa 4.500), cui si aggiunge il 26% delle Pmi (circa 250mila), mentre le microimprese coinvolte restano ancora meno dell’1% (dei circa 4,8 milioni, oltre il 95% di tutte le partite Iva nel nostro Paese).

Se poi si va ad analizzare il valore dell’eCommerce B2b in Italia, inteso come l’utilizzo di strumenti digitali nelle transazioni tra le imprese, nel 2016 ha raggiunto 310 miliardi di euro (circa il 20% in più rispetto all’anno prima), una cifra che sembra alta ma che rappresenta solo il 14% del totale degli scambi B2b tra imprese italiani, che ammontano a 2.200 miliardi di euro. Questo indica che i margini di crescita per gli scambi “digitali” sono molto ampi.

Andando a vedere nel dettaglio i dati, con riferimento alle diverse soluzioni tecnologiche, lo scambio elettronico di dati (Edi) nel 2016 è aumentato del 36% in confronto al 2015 con oltre 150 milioni di documenti passati tra 12mila imprese. Per lo scambio di documenti del Ciclo dell’Ordine nel 2016 in Italia erano attivi circa 430 Portali B2b e Extranet, permettendo la connessione di 120mila organizzazioni.

I portali di eProcurement erano invece 250 e per lo più attivati da grandi imprese per supportare soprattutto i processi di selezione e qualifica dei fornitori.

Nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, su questo tema sono stati analizzati 120 casi di studio, ed è emersa da parte delle aziende italiane una maggiore sensibilità alle opportunità offerte dall’eCommerce B2b. Secondo i risultati delle ricerche effettuate, oltre il 60% delle grandi imprese che hanno partecipato ha indicato tra le priorità di investimento, per i prossimi tre anni, progetti digitali a supporto delle transazioni B2b.

In pratica, le grandi aziende riconoscono l’importanza della digitalizzazione e sono pronte ad adottare soluzioni che vadano in questa direzione per il Ciclo Ordine-Consegna-Fattura-Pagamento. Sempre tra le grandi imprese, il 60% di quelle intervistate dall’Osservatorio ha inserito tra le priorità quella di digitalizzare i processi interni, soprattutto quelli della gestione dei documenti e della loro conservazione.

Inoltre, tre imprese su quattro hanno messo tra le proprie priorità almeno un progetto di carattere collaborativo con i propri clienti e/o fornitori, principalmente a sostegno dei processi di Marketing e di Monitoraggio della Supply Chain.

A cura della redazione de "Il Sole 24 Ore"