Lifestyle | 23 aprile 2018

L’auto del futuro? Si stampa in 3D

L’Economist l’ha definita “la terza rivoluzione industriale”. Le stampanti 3D hanno rimodellato il concetto di industria: realizzano pasta, filetti, vestiti in cachemire e oggetti di qualsiasi dimensione e forma. In medicina riproducono muscoli e organi. Nell’edilizia si usano per realizzare case. E ora, arrivano anche le prime auto. Sportive, leggerissime, stampate in poco meno di 3 giorni. Eccole.

Era il 2012 quando l’Economist inseriva le stampanti 3D tra le novità protagoniste della “terza rivoluzione industriale” grazie alla loro capacità di consentire a chiunque di stampare in pochi giorni il proprio progetto.
Dopo 6 anni, ormai, si può creare qualsiasi cosa: pasta, filetti, vestiti in cachemire e oggetti delle più diverse forme e dimensioni. Ridefinendo, così il concetto di industria e applicando questi strumenti anche alla medicina, per riprodurre organi e muscoli, o nell’edilizia per realizzare case in brevissimo tempo.

Anche il comparto delle automobili non poteva sfuggire a questo nuovo trend ed ecco che iniziano ad arrivare le prime vetture stampate con questa innovativa tecnica. Anche diverse scuderie di Formula 1, come McLaren e Ferrari, hanno iniziato a stampare alcune componenti delle vetture. Mentre la Porsche si affida al 3D per la produzione di parti di auto d’epoca ormai fuori produzione.

Tra i vantaggi della stampa in 3D delle automobili ci sono prima di tutto i brevissimi tempi di produzione, anche solo tre giorni, ma anche un costo inferiore sia a livello produttivo sia per il cliente finale e la possibilità di effettuare personalizzazioni per un elevato numero di parti, anche le più piccole.

Tra le ultime novità, c’è la micro car urbana Lsev (Low Speed Electric Vehicle), ideata grazie alla collaborazione tra la startup italiana Xev e la società cinese Polymaker e quasi completamente costruita tramite stampaggio in 3D di materiale plastico.
L’auto elettrica, a due posti e simile a una Smart per forma e dimensioni (1,3 metri di larghezza e 2,5 metri di lunghezza), è composta da 57 pezzi quasi tutti stampati in 3D, ad eccezione di vetri, sedili e telaio. Mentre per una tradizionale city car il numero delle componenti aumenta a circa 2.000.
L’ordinazione si effettua direttamente al produttore, senza dover appoggiarsi ad intermediari, la produzione avviene in 3 giorni e il prezzo finale è di circa 8.000 euro, ma per averla bisognerà aspettare la seconda metà del 2019.

Anche le super car non hanno resistito al fascino della stampa 3D. Blade (foto in alto) è l’auto nata dalla startup californiana Divergent Microfactories e presentata come “la prima super car al mondo stampata in 3D”. In questo caso, a essere creati con questa tecnica sono quelli che vengono chiamati “nodi”, cioè i giunti a cui collegare i tubi in fibra di carbonio, e il telaio in alluminio, riducendo così drasticamente il peso dell’auto. Con un vantaggio anche in termini di prestazioni e velocità: poco meno di 100 km all’ora si raggiungono in 2,5 secondi.

E un’altra startup con base in California, Hackrod sta progettando insieme a Siemens un’auto che coniuga realtà virtuale, intelligenza artificiale e stampa 3D: La Bandita.
Questa roadster a due posti ha un design futuristico e numerosi elementi, tra cui motore e circuiti elettrici sviluppati e prodotti con queste tecnologie.
Ogni dettaglio, inoltre, sarà personalizzabile dal cliente. Attualmente, però, è solo un prototipo ma la società fa sapere che quando verrà presentata avrà un costo intorno ai 3.000 dollari.

A cura della redazione di "OfNetwork"

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