Nexi, l’ex CartaSi, guarda anche al business e ai pagamenti Pos
Business e lavoro | 20 dicembre 2017

L’innovazione Nexi tocca anche il settore business

Non solo clienti privati, ma anche aziende e settore corporate. Le novità dell’ex CartaSi riguardano anche il mondo del business, grazie anche alla collaborazione delle grandi banche. Novità in vista anche per i commercianti.

Oggi in Italia il 20% dei pagamenti è digitale, mentre, stando ai dati più recenti, in Europa la media è del 40%, con picchi del 65% nel Regno Unito e del 75% nei Paesi scandinavi.

L’obiettivo è raddoppiare la percentuale relativa all’Italia, in modo da sbloccare un mercato che può valere 2 miliardi di euro. L’accelerata è comunque riscontrabile anche nella crescita del numero di Point of sales (Pos) necessari per accettare pagamenti via bancomat o carta di credito: stando a una recente analisi di Confesercenti, basata sui dati della Banca d’Italia, nel 2016 i Pos installati dalle imprese sono arrivati a 2,18 milioni, con un aumento di 235.000 unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800.000 (+57,9%) rispetto al 2011. Questo significa che, in media, negli ultimi cinque anni sono stati attivati oltre 400 Pos al giorno, un aumento anche superiore a quello del numero di carte di pagamento personali (+36,8% in cinque anni).


In questo contesto Nexi, nata dal rebranding del colosso delle carte di credito CartaSi insieme all’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (Icbpi), che ne detiene la proprietà, intende fare la propria parte.
Già ora Nexi è leader in Italia in numerosi settori di business, come issuing, merchant services, gestione Atm, corporate banking interbancario e clearing e settlement.
La società mette a disposizione delle banche, degli esercenti, delle aziende e della pubblica amministrazione una gamma di servizi di pagamento e accettazione, che tiene conto anche della crescente richiesta di prodotti semplici e sicuri per i clienti finali. Proprio nel rapporto con il mondo corporate, e in particolare con le piccole e medie imprese, diventa importante la collaborazione tra Nexi e le grandi banche, che propongono soluzioni mirate.

Un esempio in questo senso è Nexi Business, app che consente di controllare le vendite tramite smartphone: il servizio consente di avere una visione di insieme e di dettaglio sulle transazioni (in negozio e online), monitorare e analizzare i risultati di vendita, confrontando l’andamento del business con quello del settore di riferimento, gestire gli storni e accedere ai documenti contabili, come fatture ed estratti conti.

La grande scommessa della società, accompagnata da un significativo investimento, riguarda i Pos, con l’obiettivo di sostenere i micropagamenti, ovvero quelli di importo inferiore a 10 euro (ad oggi, secondo le statistiche, le transazioni di valore al di sotto di 20 euro effettuate con carta di credito sono meno del 5% del totale, una cifra più bassa rispetto ad altri Paesi).
Nexi, per tutto il 2018 rimborserà ai commercianti le commissioni che sono tenuti a versare sui pagamenti di importo esiguo (la resistenza dei commercianti all’uso del Pos per le spese più basse è che le commissioni da versare sono in percentuale fissa, ovvero sono uguali per qualunque tipo di importo).

La società punta inoltre a sostenere le banche partner in un’operazione di ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche dei pagamenti, mettendo sul mercato Pos più evoluti, collegati per esempio alla linea Adsl (e non a quella a banda larga, più lenta) e predisposti per accettare le carte contactless e per effettuare operazioni wireless.

A cura della redazione de “IL SOLE 24 ORE”