La banca ama le app. Ecco a cosa servono

Per pagare, ma anche per gestire il budget della famiglia. Per prelevare dai bancomat evoluti, ma anche per operare in piena libertà sul conto corrente e con i propri risparmi. Le app cambiano il denaro. E il modo in cui lo utilizziamo.

La banca è sempre più a portata di tasca. I conti si smaterializzano e si gestiscono con un tap sul display touchscreen di smartphone e tablet, da qualsiasi luogo e in ogni momento. Quasi tutti gli istituti di credito offrono, infatti, un’applicazione per smartphone con la quale controllare saldo e movimenti ed effettuare pagamenti. E gli utilizzatori sono in costante crescita: secondo gli ultimi dati disponibili e diffusi dall’annuale rapporto ABI LAB, infatti, sono 5,5 milioni gli utenti attivi che utilizzano la banca in mobilità direttamente dal telefonino, con una crescita del 15% sull'anno precedente.

L’arrivo degli smartphone di ultima generazione, sempre connessi, ha cambiato anche il modo di gestire il denaro. Con uno smartphone e l’app della banca sono disponibili tutte le principali funzionalità attive via computer. Si può visualizzare il saldo e l’elenco degli ultimi movimenti. Si controllano entrate e uscite mensili, a volte anche grazie a grafici e istogrammi, e si monitorano le spese disposte nel mese precedente. Inoltre, sono a disposizione alcune delle principali funzionalità di pagamento, come bonifici, giroconti, ricariche di cellulari e carte prepagate

Alcuni istituti di credito offrono la possibilità di pagare tasse, bollo auto e bollettini postali in modalità semplificata, cioè fotografando il codice a barre bidimensionale del bollettino con la fotocamera del cellulare. 

Per chi fa trading i servizi sono numerosi: monitorare i titoli, disponendone all’occorrenza l’acquisto o la vendita ma anche consultare numerose fonti di informazione e soprattutto potere dialogare in tempo reale con i propri consulenti o con sistemi intelligenti che forniscono informazioni e consigli. 

Per chi ha un finanziamento attivo, un prestito o un mutuo, è previsto in alcuni casi il servizio per monitorare lo stato del piano di ammortamento, visualizzando scadenze e rate residue. 

Non solo gestione di conti e carte: le app evolvono e diventano strumenti di pagamento. Le carte si smaterializzano, diventano virtuali, e vengono immagazzinate in un portafoglio digitale chiamato “wallet”. Così, per esempio, si può inviare denaro ai contatti della rubrica pur senza conoscere il numero di codice - IBAN - del conto corrente del destinatario. Oppure, si possono effettuare pagamenti senza contatto nei negozi utilizzando l’apposita tecnologia NFC: basta avvicinare lo smartphone al lettore POS dotato della stessa tecnologia per concludere la transazione. E lo scontrino in formato digitale viene memorizzato per essere utilizzato successivamente con le app di gestione della contabilità della famiglia. 

A cura della redazione di OF Network