La normativa sulla successione

Non c'è obbligo di dichiarazione di successione se l'eredità va ai parenti in linea retta del defunto e questa non supera 100mila euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. In tutti gli altri casi, ci sono obblighi da espletare, oneri e tasse da pagare. Pianificare la propria successione in anticipo ed essere preparati può semplificare la “vita” agli eredi ed evitare eventuali rischi di contenzioso

La gestione della successione non è uguale per tutti. La legge prevede regole diverse a seconda dell'entità del patrimonio e del grado di parentela con il de cuius.

La legge prevede, per esempio, che non ci sia obbligo di dichiarazione di successione nel caso in cui l'eredità del defunto vada ai parenti in linea retta e che questa non superi i 100mila euro e non comprenda beni immobili e diritti immobiliari. Questa regola semplifica la gestione del passaggio dei patrimoni non particolarmente consistenti.

Per tutti gli altri casi che non rientrano in quello indicato, va presentata la dichiarazione di successione e da quest'anno con un nuovo modulo le cui linee guida sono state indicate dall'Agenzia delle Entrate. In particolare, "il nuovo modello, rispetto alla precedente versione, fornisce informazioni dettagliate in relazione ai beni, diritti e passività che concorrono alla formazione dell'attivo ereditario e consente di determinare le somme da versare in autoliquidazione.
In presenza di cespiti immobiliari, salvo determinate eccezioni, con la presentazione della dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate, il contribuente richiede la voltura catastale, salvo diversa volontà da indicare nel modello". 

Per il calcolo delle tasse di successione, l'Agenzia ha fissato delle franchigie a seconda dell'entità delle somme ereditate e del grado di parentela.
Per coniuge e figli del defunto è prevista una franchigia di un milione di euro. Ovvero questi eredi non pagano le tasse se il patrimonio lasciato rientra entro questa somma. Sulle eventuali somme in eccesso si paga una tassa con aliquota fissata al 4%.
La franchigia si abbassa a 100mila euro per fratelli e sorelle, i quali pagheranno le tasse di successione per le cifre superiori con una aliquota al 6%.
Non c'è franchigia per i parenti fino al quarto grado (zii, nipoti, cugini, suoceri e cognati) e per le persone che non hanno un grado di parentela con il defunto che pagano rispettivamente tasse con aliquota al 6% e all'8%.
In caso di eredi disabili è prevista, invece, una franchigia di 1,5 milioni di euro.

Diversa la situazione relativa ai beni immobili. Su questi gli eredi pagano - prima di inoltrare la dichiarazione di successione - imposte catastali e ipotecarie, come se si trattasse di una normale compravendita. Mentre l'imposta ipotecaria è uguale per tutti gli eredi al 2%, il valore catastale si calcola moltiplicando la rendita catastale - rivalutata del 5% - per i cosiddetti "moltiplicatori catastali" (ad esempio, per tutti i fabbricati ricadenti nella categoria catastale A, esclusi quelli in categoria A10, il moltiplicatore è 120). E' possibile usufruire dell'agevolazione prevista per la prima casa se gli eredi la utilizzano come abitazione principale.

Per quanto riguarda, infine, i terreni edificabili, si moltiplica per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%.

Garantiti i diritti degli eredi tutelati dalla legge (per esempio coniuge e figli), non bisogna dimenticare però che si può disporre liberamente di una parte del proprio patrimonio, per esempio attraverso un lascito testamentario.
Inoltre, ci sono forme di investimento o di risparmio, come Pir e polizze, che sono esenti da tasse di successione e fuoriescono dall'asse ereditario. Non vale lo stesso per quote di fondi di investimento. Anche nel caso di successione diretta padre-figlio la normativa le qualifica come "cessioni" e, in quanto tali, fiscalmente rilevanti.
In merito a eventuali redditi realizzati da questi, la tassazione avviene alla fonte e in forma sostitutiva da parte degli operatori che rivestono la soggettività di sostituti d'imposta.
Anche se la normativa con il tempo è stata semplificata, pianificare per tempo la successione - anche attraverso la consulenza - può essere di aiuto agli eredi, soprattutto in caso siano tanti o diversi da quelli in linea diretta, oppure se il patrimonio di cui si dispone non rientra nell'unico caso citato per cui la legge non prevede l'obbligo della dichiarazione di successione.

A cura della redazione de "Il Sole 24 Ore"