La Pubblica Amministrazione diventa digitale. Cos'è e come funziona Spid

Nei prossimi 5 mesi, cioè entro fine febbraio 2021, come prevede il decreto-legge Semplificazioni, è necessario dotarsi di un sistema di identità digitale per accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. E già dal primo ottobre, lnps non rilascia più il codice Pin come credenziale di accesso. Ecco cosa fare.

Il decreto-legge Semplificazioni ha introdotto alcune nuove misure per incentivare l’utilizzo dei canali digitali. Entro il 28 febbraio 2021, infatti, l’accesso ai portali online della Pubblica Amministrazione potrà avvenire esclusivamente tramite Spid (Sistema pubblico di identità digitale) o la Carta di identità elettronica. Ma già dal 1° ottobre 2020, in questa che viene definita fase transitoria, Inps, non rilascia più, come credenziale di accesso, il tradizionale Pin, ma richiede il possesso di Spid o di strumenti alternativi.

Cos’è Spid, a cosa serve, come funziona e...

Spid è un certificato che identifica in modo certo e inequivocabile una persona. Con questo strumento si può accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, compresi i fascicoli sanitari, i portali del Comune per la richiesta di documenti, il pagamento di tasse, multe e così via. Con questo certificato si può verificare lo stato di pagamenti fiscali e aprire il cosiddetto cassetto fiscale. Serve per richiedere la pensione e verificare pagamenti Inps e Inail. Consente di accedere ai servizi erogati dagli stati membri dell’Unione Europea. E molto altro ancora. Per ottenerlo è necessario essere maggiorenni, cittadini italiani, anche residenti all'estero (in questo caso la procedura è leggermente differente) ed essere in possesso di:

  • documento di riconoscimento valido (carta di identità, patente ecc.)
  • tessera sanitaria con codice fiscale
  • indirizzo mail
  • numero di cellulare.

Al momento della richiesta è necessario anche definire il livello di sicurezza di cui si ha bisogno (eventualmente da aumentare anche successivamente). Il sistema, infatti, ne prevede tre.

  1. Il primo serve per utilizzare i servizi digitali che richiedono semplicemente l’inserimento di nome utente e password. 
  2. Il secondo autorizza l’accesso, oltre che con le precedenti credenziali, anche con l’inserimento del codice OTP (One Time Password) da generare tramite app o via sms sul cellulare. Questo è il livello richiesto, ad esempio, da Inps.
  3. Il terzo, che offre il massimo della sicurezza e della protezione dei dati, richiede un supporto fisico particolare che gestisce chiavi crittografiche, come ad esempio una smart card o un dispositivo per la firma digitale remota. Si usa, ad esempio, per firmare contratti.

... come si richiede

Sono nove attualmente i fornitori di Spid chiamati identity provider o gestori di identità. Sono elencati nel portale www.spid.gov.it/richiedi-spid con la spiegazione delle modalità di ciascun servizio e i livelli di sicurezza previsti.
Ciascuno di essi offre una procedura forse non semplicissima, ma pensata per garantire al massimo la sicurezza del certificato e che prevede due fasi:

  1. identificazione digitale della mail e del cellulare abbinati ai documenti di riconoscimento e al codice fiscale che possono essere anche caricati da computer o da cellulare con app;
  2. identificazione fisica che può avvenire sia di persona (in un ufficio postale, in una filiale di una banca, o anche a domicilio dove è disponibile o addirittura durante eventi) o da remoto con l'uso di una videochiamata.

Le procedure differiscono tra loro nell'uso di app, videochiamate, identificazione fisica e anche nel pagamento: alcune, infatti, sono completamente gratuite.
Tra le novità tecnologiche annunciate in un comunicato del Ministero per l'Innovazione Tecnologica (MID) il 7 ottobre, c'è la possibilità di farsi riconoscere in modalità audio-video senza operatore mostrando in un filmato i propri documenti di riconoscimento e indicando anche il codice ricevuto via sms o tramite app di uno dei gestori. Questa nuova modalità è a pagamento, perché proprio il bonifico serve da certificazione dell'identità della persona. 
Infine, è possibile attivare Spid dai siti dei provider con la Carta di identità elettronica (Cie), la Carta nazionale dei servizi o firma digitale e con l’ausilio di un lettore di smart card da collegare al computer.

L’alternativa: la Carta di identità elettronica

La Carta di identità elettronica può essere utilizzata anche come alternativa a Spid. Chi ne è già in possesso non deve richiedere ulteriori autorizzazioni o effettuare altri riconoscimenti. Per accedere, infatti, serve solo inserire il Pin composto dalle quattro cifre ricevuto al momento della richiesta della carta e dalle altre quattro cifre recapitate al domicilio. Ma attenzione: è anche necessario essere in possesso di uno smartphone con tecnologica Nfc (Near field communication), perché per usarla come identità digitale è necessario avvicinare la Carta al cellulare per ottenere una password momentanea da inserire sul portale del servizio della PA a cui si sta accedendo. In alternativa si può usare CieID, un'app disponibile per smartphone che facilita la procedura previa registrazione con il Pin di 8 cifre.

Come cambia l’accesso ai servizi Inps

Dal 1° ottobre 2020, si è entrati in una fase transitoria in cui Inps non rilascia più come credenziale di accesso il tradizionale Pin con password, ma richiede l'uso di SPID o della Carta di identità elettronica, salvo alcune eccezioni come ad esempio per i minorenni. Si tratta, però, di una fase di transizione, di cui ancora non si conosce la data di conclusione, durante la quale sarà possibile continuare a utilizzare il Pin in possesso e rinnovarlo in caso di scadenza. Chi, invece, preferisce già utilizzare Spid deve dotarsi di un sistema almeno di livello due.
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A cura della redazione di OFNetwork

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