La revolving ha “dentro” il prestito
Conti e Carte | 31 gennaio 2018

La revolving ha “dentro” il prestito

Sono carte di credito a tutti gli effetti. Si usano online e nei negozi per pagare acquisti. E, in più, includono la possibilità di rateizzare le spese effettuate. Ecco come funziona il pagamento rateale. E con quali vantaggi.

Chi ha necessità di finanziarsi per pagare gli acquisti effettuati può scegliere una forma alternativa al prestito personale. Si tratta delle carte di credito revolving, che mettono a disposizione del titolare un importo da utilizzare per far pronte alle spese.

A differenze delle tradizionali carte di credito, caratterizzate dall’addebito in conto dell’intero importo delle spese effettuate nel corso del mese e perciò definite “a saldo”, le carte revolving, infatti, prevedono il rimborso a rate degli acquisti – e per questo motivo sono anche conosciute come “carte rateali” – grazie all’attivazione di una speciale linea di credito concessa dalla banca.
In questo caso la somma erogata può essere utilizzata in base alle proprie esigenze e scegliendo quanto restituire ogni mese tra vari scaglioni di importo.

Ogni rata ripagata dal cliente, con pagamento anche degli ulteriori interessi applicati, va così a ricomporre il fido inizialmente concesso, ripotando via via la somma utile per effettuare gli acquisti a quella inizialmente pattuita e finanziata dall’istituto di credito. Questo consente al titolare che rimborsa sistematicamente le rate, senza ritardi, di avere una linea di credito pressoché inesauribile, per un periodo di tempo indeterminato.

Importante, quindi, per chi ha intenzione di richiederne la sottoscrizione è comprendere quanto effettivamente costa la somma presa in prestito e quanto dovrà ripagare. Oltre al TAN, cioè il tasso applicato dalla banca sul credito, infatti, è necessario conoscere anche a quanto ammonta il TAEG, cioè il costo del finanziamento comprensivo delle spese accessorie.

Esistono, inoltre, carte che sono definite ad “opzione”:  in questo caso il cliente può scegliere mese dopo mese se pagare “a saldo”, quindi per tutto l’importo in un’unica soluzione, oppure a rate approfittando, appunto, dell’opzione revolving.

A parte la differenza di rimborso, però, le revolving sono carte di credito a tutti gli effetti e possono quindi essere utilizzate per le tradizionali operazioni previste da una carta di pagamento, come gli acquisti presso gli esercenti e nei negozi online.
Possono inoltre anche essere utilizzate per i prelievi dagli sportelli bancomat, anche se le commissioni sono più alte rispetto a quelle applicate dalle carte di debito e dalle prepagate.

Alcune delle carte revolving presenti sul mercato danno, infine, la possibilità al titolare di scegliere anche di saldare l’intero debito, in modo da riattivare subito la somma originaria della linea di credito. Oppure, in altri casi, è prevista anche la possibilità di effettuare versamenti aggiuntivi per aumentare la disponibilità del fido.

A cura della redazione di OfNetwork