La rivoluzione della realtà aumentata
Business e lavoro | 20 settembre 2018

La rivoluzione della realtà aumentata

Secondo un recente studio di Capgemini, oltre il 50% delle imprese che non hanno ancora implementato soluzioni di realtà aumentata e virtuale ha in programma di iniziare entro i prossimi tre anni. Per fare cosa? Ecco, da Ikea a Ford e Airbus le migliori idee.

Le aziende e le piccole e medie imprese si proiettano al futuro. Secondo un recente studio di Capgemini, la società francese attiva nei settori della consulenza informatica e della fornitura di servizi professionali, infatti, uno dei trend di sviluppo futuri sarà caratterizzato dall’introduzione di nuovi servizi di realtà aumentata. Da quanto emerge dal report, che ha censito oltre 700 dirigenti di aziende attive in diversi settori (da quello automobilistico alle utility), entro i prossimi 3 anni il 50% delle imprese che ancora non ha soluzioni di realtà aumentata e virtuale, ha in programma di iniziare a pensare di integrare questi servizi all’interno del suo processo produttivo. Non solo. Stando ai risultati della ricerca, (dal titolo: “Augmented and Virtual Reality in Operations: A guide for investment”), l’82% delle aziende che già ad oggi utilizza queste tecnologie dichiara di aver riscontrato benefici pari o superiori alle proprie attese.

Ma a cosa serve la realtà aumentata e in che modo si possono trarre benefici per il ciclo produttivo e per i clienti finali? Alcuni colossi dell’industria hanno già iniziato a sperimentare questi servizi. Ecco come.

Ikea

Ikea, per esempio, pensa ai clienti con la nuova app in realtà aumentata che consente di arredare virtualmente casa dal cellulare, mostrando in tempo reale come starebbe un mobile o un complemento d’arredo all’interno dell’ambiente domestico. L’applicazione si chiama Ikea Place, e per ora è disponibile solo in lingua inglese. Permette di visualizzare l’ambiente in 3D e offre modelli in scala di tutto il magazzino del brand: dai divani alle poltrone, dai poggiapiedi alle cucine. Dando quindi al potenziale cliente un'idea precisa della dimensione dei mobili e del loro design. Inoltre, Ikea ha anche annunciato l’intenzione di aprire a Londra un nuovo mini-negozio completamente digitalizzato, che offrirà consigli personalizzati ai clienti che devono rinnovare la propria casa.

Airbus

Airbus, il costruttore europeo di aeromobili nonché il secondo produttore di aerei civili al mondo per numero di consegne dopo Boeing, invece, pensa di utilizzare la realtà aumentata direttamente negli ambienti di produzione. L’obiettivo è quello di consentire agli addetti al montaggio di visualizzare modelli in 3D degli aeromobili che stanno costruendo e di salirci virtualmente  a bordo, in modo da ridurre il tempo necessario per tutti i controlli.

Boeing

Boeing, dal canto suo, è da circa un paio d’anni che utilizza i Google Glass, cioè gli occhiali per la realtà aumentata di Google durante le fasi di progettazione e realizzazione di alcuni dei suoi velivoli.

Virgin Atlantic

Mentre è notizia recente che la compagnia aerea Virgin Atlantic abbia iniziato a sperimentare un’app creata appositamente dalla società IT Sita. Funziona così: grazie all’applicativo il personale di bordo della compagnia aerea può visitare virtualmente l’aeromobile e studiarne gli interni, anche senza bisogno di raggiungere fisicamente l’aeroporto. L’immagine del velivolo, infatti, viene ricreata grazie alla realtà aumentata e offre a hostess e steward la possibilità di maturare una percezione precisa degli spazi dell’aereo. In questo modo la compagnia potrà svolgere la formazione del personale di bordo per il servizio sui nuovi aerei direttamente dal quartier generale di Crawley, a Londra.

Ford

Intanto, anche la casa automobilistica statunitense Ford utilizza la realtà virtuale all’interno del suo processo produttivo. Lo scopo è quello di identificare e progettare movimenti alternativi del corpo umano durante la fase di assemblaggio: dei sensori di movimento, infatti, raccolgono le informazioni relative ai movimenti degli addetti alla catena di montaggio, mentre il sistema studia il modo in cui è possibile migliorarli. In questo modo, l’azienda punta a una riduzione degli incidenti dei dipendenti del 70% e a un correlato calo delle problematiche ergonomiche pari al 90%.

A cura della redazione di OfNetwork