Lo shopping hi-tech dopo il lockdown: meno smartphone e più supporti per l'ufficio (da casa)

Solo in Italia le vendite di telefonini sono crollate del -13% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E mentre un consumatore su tre, su scala globale, intende ridurre del 20% la spesa per l'acquisto di un nuovo smartphone, aumentano (secondo i dati di una ricerca di Gfk) gli acquisti di pc e di tutti i servizi e supporti per il lavoro, lo studio e lo shopping a distanza.

La pandemia ha avuto, tra le conseguenze, anche un cambio nelle abitudini di consumo degli italiani. Durante il lockdown la maggior parte ha preferito principalmente il canale online soprattutto per prodotti per l’ufficio e piccoli elettrodomestici. E sono mutate, per fronteggiare la “nuova normalità”, anche le abitudini legate ai prodotti hi-tech.

Più prodotti per l’ufficio e piccoli elettrodomestici durante il lockdown

A registrare risultati positivi è stato il comparto IT e Office, secondo quanto emerge dai dati raccolti dall’istituto di ricerca Gfk. Il ricorso allo smart working e alla didattica a distanza ha spinto l’acquisto di pc portatili (+154% rispetto al 2019) e tablet (+61%). Ma sono anche aumentati gli acquisti di piccoli elettrodomestici come rasoi e di macchine del caffè per ovviare all’impossibilità di uscire anche solo, ad esempio, per recarsi al bar per la colazione.

Trend negativo per gli smartphone

La prima fase di emergenza sanitaria ha, però, confermato il trend negativo per gli smartphone che già era stato registrato nel 2019. Il grande interesse per l’acquisto dell’ultimo modello di cellulare, che ha portato anche alla nascita di soluzioni di finanziamento ad hoc per dilazionarne nel tempo il pagamento, sembra quindi essere momentaneamente scemato. In Italia, infatti, le vendite sono crollate del -13% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo di un anno fa. E anche nel 2021 non ci sarà una ripresa, secondo lo studio condotto dalla società di ricerche Counterpoint. L’analisi, infatti, dimostra che un consumatore su tre, su scala globale, intende ridurre del 20% la spesa per l’acquisto di un nuovo cellulare aprendo così più possibilità per il mercato dei modelli con un prezzo basso o di fascia media. Il 56% degli italiani, poi, non ha intenzione di comprarne uno nuovo nemmeno il prossimo anno.

 

A cura della redazione di OFNetwork

 

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