Meno di un italiano su quattro investe in previdenza integrativa

Gli italiani stentano ancora a pensare alla loro vita dopo il lavoro, eppure, secondo i dati Ocse, chi entra oggi nel mondo del lavoro passerà il 33,6% della propria vita in pensione.

In Italia, solo il 35% dei lavoratori dipendenti ha deciso di destinare il proprio Tfr a una forma di previdenza integrativa e solo 23 italiani su 100 stanno mettendo da parte dei risparmi per integrare la propria pensione.

Questo vuol dire che meno di un italiano su quattro, quindi, sta versando in una forma di previdenza integrativa. Eppure, secondo i dati Ocse, chi entra oggi nel mondo del lavoro passerà il 33,6% della propria vita in pensione, senza contare che i dipendenti privati che andranno in pensione quest’anno percepiranno un assegno pensionistico pari al 72,5% del loro ultimo stipendio.
Questo assegno scenderà addirittura al 60% per i lavoratori che andranno in pensione nel 2040.

Peggiore è la sorte che aspetta gli autonomi, che si stima passeranno dal 55,5% di quest’anno al 46% nel 2040.

Eppure, nonostante questo, nel 2020 in Italia il rapporto spesa pensionistica/Pil è schizzato al 17%: una punta vertiginosa e inattesa che inciderà in modo rilevante sul futuro del sistema e dei cittadini. Si ricorda che, nel 2010, si prevedeva un rapporto spesa/Pil del 15% per il 2020 e attorno al 16% per il 2045: un solo punto percentuale equivale a 17 miliardi all’anno di spesa pensionistica.

A cura della redazione de Il Sole 24 Ore

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