Da un sottile foglio di polietilene modificato chimicamente è nato il nuovo tessuto rinfrescante
Lifestyle | 06 dicembre 2016

Mi vesto di PET. Dalle bottiglie tessuti freschi e chic

Il polietilene, la plastica con cui sono fatte tra l’altro le bottiglie dell’acqua, una volta riciclato e trattato serve per realizzare tessuti innovativi più freschi del cotone e del lino. Ma anche impermeabili e molto resistenti.

Quel torcicollo da aria condizionata, quel mal di testa da spiffero del finestrino dell’auto potrebbero diventare un ricordo lontano quando finalmente il nuovo tessuto realizzato dagli ingegneri della Stanford University entrerà sul mercato dell’abbigliamento.

Un tessuto che ha il vantaggio di rendere gli abiti non soltanto freschi, ma addirittura rinfrescanti. Meglio portare sollievo al calore con un abito che con un condizionatore. Tra l’altro costa anche meno.

Il nuovo materiale fa sì che il corpo disperda calore, tanto che è possibile percepire una temperatura anche di 15 gradi centigradi inferiore a quella effettiva. Se si vive in un ambiente con temperature prossime ai 40 gradi si capisce che abiti di questo tipo non solo danno sollievo, ma possono risolvere problemi ben più gravi.

Il tessuto del futuro è fatto con il polietilene, in altre parole plastica. Quella con cui si fanno anche le bottiglie per l’acqua e le bibite o le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti per conservarli. Si tratta di un materiale “povero” perché basta un riciclo del PET, acronimo del “polietilentereftalato”, un polimero leggero, trasparente e molto resistente. Oltre a favorire la traspirazione, cosa che anche altri materiali, come il lino o il cotone permettono, il nuovo tessuto libera verso l’esterno le emissioni di radiazioni infrarossi, quelle emesse da uomini e animali che i visori notturni rilevano anche nel buio più completo. Quando si è al computer in ufficio o a casa quasi la metà del calore del corpo viene dissipato in infrarossi - spiegano gli esperti in fotonica, la scienza che studia il controllo della propagazione dei fotoni che compongono la luce - ed è stata proprio questa constatazione che ha permesso di arrivare alla scoperta che probabilmente cambierà la nostra vita.

Ma un tessuto di plastica - che ancora non ha un nome - può anche essere bello e comodo da indossare? In effetti chi lo farà non si accorgerà della plastica, perché la fibra viene nascosta tra due strati di cotone rendendolo traspirante e anche molto resistente. Il cotone può essere colorato e utilizzato per cucire qualsiasi tipo di vestito. Anche il più chic e alla moda.
L’obiettivo è creare nel prossimo futuro abiti che riescano sia a dare calore senza essere pesanti o ingombranti, cosa che in effetti già accade oggi con il GoreTex, tanto per citare il più noto e usato. E nello stesso tempo possano far disperdere calore. Forse basterà collegarli a un’app.
Il modello Stanford nasce dalla collaborazione tra studiosi di fotonica, nanotecnologie e chimica che sono all’opera per rendere il materiale accessibile al mercato più ampio e quindi abbassandone il prezzo.

E per chi vive in paesi molto caldi, la vita quotidiana potrebbe riservare un confort mai provato prima.


A cura della redazione di OfNetwork.