E' cresciuta del 7,5% la domanda di prestiti nei primi nove mesi del 2015
Prestiti e mutui | 22 novembre 2016

Nei primi nove mesi del 2016 in Italia è cresciuta del 7,5% la domanda dei prestiti

Nell’ultimo aggiornamento del Barometro Crif è stato evidenziato che nel nostro Paese si sta tornando lentamente ai livelli pre-crisi. È stato recuperato il gap dal 2011, mentre resta ancora da colmare quello in confronto al 2009, anno rispetto al quale c’è ancora un meno 6,7%.

Consumi: Crif, +7,5% le domanda di prestiti da parte delle famiglie nei primi nove mesi del 2016.

Nel mese di settembre il numero di domande di prestiti da parte delle famiglie italiane (prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto registrare un nuovo incremento, pari a +4,2% rispetto allo stesso mese del 2015.
Questo porta a una crescita del +7,5% nell’aggregato dei primi nove mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, consolidando ulteriormente il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif sulla domanda di prestiti (istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), contribuite dagli istituti di credito in Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie.

In termini assoluti, spiega Crif, il numero di richieste è tornato sui livelli del 2011 ma rimane ancora un piccolo “gap” da recuperare rispetto ai primi anni della crisi, ovvero prima che gli italiani iniziassero a rivedere drasticamente i propri consumi, soprattutto quelli di beni durevoli o di importo più consistente, e i comportamenti di spesa finanziata dal credito bancario. Rispetto al 2009, infatti, c’è ancora un -6,7%.

L’importo medio dei prestiti richiesti nel periodo gennaio-settembre dell’anno in corso si è attestato a 8.336 euro, con un incremento del +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Va però rimarcato come nel 2008 il ticket medio fosse superiore a 9.500 euro.

Per quanto riguarda la distribuzione per classi di durata, quella superiore ai cinque anni è risultata la preferita dagli italiani, con una quota pari al 23%, in ulteriore crescita rispetto allo stesso periodo del 2015.
Al contrario si evidenzia una contrazione della classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa dal 21,6% al 18,1% del totale.

In relazione all’età dei richiedenti, infine, la rilevazione del Barometro Crif evidenzia come nel periodo gennaio-settembre 2016 sia stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni a essere quella prevalente, con una quota pari al 25,6% del totale, seguita a breve distanza da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 24,4%.

A cura della redazione de "Il Sole 24 Ore"

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