Pagamenti da cellulare, credito alle Pmi. Arriva l’open banking

Quando si parla di “banca aperta” si intende la collaborazione tra istituti di credito e società Fintech con l’obiettivo di realizzare nuovi prodotti e servizi altamente tecnologici. Come mobile payments o credito verso le Pmi. In Italia hanno fatto la loro comparsa Fabrick e SIA. All’estero, intanto, BBVA ne ha da poco presentata una. Cosa sono? Che servizi nasceranno? E come cambierà la banca del futuro?

In gergo tecnico si chiama “open banking” e letteralmente significa “banca aperta”. Si tratta di un nuovo modo di concepire i prodotti e i servizi bancari, che evolvono e diventano il frutto della collaborazione tra gli istituti di credito e le nuove startup FinTech, vale a dire quelle società nate da poco e specializzate in servizi finanziari ad alto contenuto tecnologico.
La strada verso la nuova banca aperta è appena stata imboccata, ma già stanno nascendo e si stanno sviluppando le prime piattaforme virtuali che funzionano proprio come punto di incontro tra banche e FinTech. All’estero, ma anche in Italia, sono già nati i primi prodotti. Ecco quali sono i servizi del futuro.

SIA

Una delle ultime novità è la piattaforma di SIA, il gruppo italiano specializzato nei servizi tecnologici dedicati alle Istituzioni Finanziarie, che ha lanciato da pochissimo una nuova piattaforma di open banking volta a consentire a banche, FinTech, aziende, Pmi e pubbliche amministrazioni la possibilità di sviluppare e accelerare la realizzazione di servizi di pagamento innovativi.
L’obiettivo è quello di cogliere nuove opportunità di business derivanti dall’introduzione della direttiva europea PSD2 (Payment Service Directive 2), entrata in vigore a inizio anno. Per farlo, SIA ha messo a disposizione di banche e società finanziarie una serie di funzionalità raggiungibili tramite cloud. Consentendo dunque di ridurre i costi di sviluppo e gli investimenti tecnologici dei nuovi prodotti e servizi. Ma per vedere i primi risultati bisognerà attendere ancora un po’ di tempo.

Fabrick

Non è operativa da nemmeno 6 mesi ma ha già portato alla nascita dei primi prodotti ibridi, nati appunto dalla collaborazione di banche e startup. Si tratta di Fabrick, la piattaforma virtuale presentata lo scorso giugno e che rappresenta una sorta di ecosistema dedicato all’open banking e alla collaborazione tra i diversi player. Oltre alle banche e alle FinTech, infatti, Fabrick ingloba anche System Integrator, Digital Factory e sviluppatori. E prevede di espandersi anche a compagnie assicurative e operatori di telefonia mobile.
All’interno del progetto è nata, per esempio, una nuova piattaforma che consente ai piccoli imprenditori di avere su un unico portale soluzioni digitali per la gestione delle finanze, ma anche servizi bancari, strumenti contabili, soluzioni per i pagamenti e analisi e consulenza fiscale grazie a una rete di professionisti sempre in contatto diretto. Non solo: attualmente si sta anche lavorando a soluzioni per il credito alle PMI oltre a servizi di pagamento evoluti. Alcuni di questi, per esempio, sono già stati integrati all’interno delle funzionalità di alcuni operatori telefonici.

Mastercard

Anche Mastercard ha annunciato, lo scorso giugno, di essere al lavoro per sviluppare una nuova suite di servizi volti a supportare la trasformazione dell’industria dei pagamenti dopo l’entrata in vigore della normativa europea sulla PSD2. In particolare, le nuove soluzioni che Mastercard sta sviluppando avranno il compito di integrare un elenco di terze parti a livello Europeo, per aiutare le banche nel controllo della legittimità dell’accesso da parte delle società terze ai conti dei clienti. Inoltre, è previsto un nuovo sistema di monitoraggio delle frodi basato sulle soluzioni di sicurezza Mastercard. E sarà fornito un meccanismo dedicato alla risoluzione di conflitti che quotidianamente avvengono nel mondo dei pagamenti con carta. Infine, è incluso un hub di collegamento per aiutare le startup e FinTech a stabilire e mantenere la comunicazione con le banche.
 

Dall’estero

Anche dall’estero arrivano le prime sperimentazioni in ambito open banking, oltre ai primi servizi. In spagna, per esempio, BBVA ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma pensata proprio per le startup FinTech e che attualmente conta già 150 membri. Tra i servizi ai quali sta lavorando la piattaforma, mettendo in relazione gli istituti di credito con le società FinTech, ci sono soluzioni per il rilevamento di frodi tramite l'attività degli utenti sui telefoni cellulari o soluzioni automatizzate basate sulla tecnologia di intelligenza artificiale.

A cura della redazione di OfNetwork