Per il lusso calo dei ricavi fino al 30% nel 2020, poi la ripresa
Lifestyle | 25 giugno 2020

Per il lusso calo dei ricavi fino al 30% nel 2020, poi la ripresa

Nel 2020 gli investitori stimano un calo del fatturato del settore lusso tra il 21% e il 30%. Il 70% continuerà comunque a investire nel comparto. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Deloitte sul settore Fashion & Luxury.

La pandemia di coronavirus avrà un impatto significativo nel breve termine sul settore fashion & luxury: hotel di lusso, crociere, orologi e gioielleria e arredamento saranno i comparti più colpiti. I beni di lusso personali, come abbigliamento e accessori, cosmetica e profumi insieme al lusso digitale più resiliente rispetto agli altri beni di lusso, dovrebbero invece registrare una riduzione di fatturato più limitata e un successivo aumento dei ricavi del 10% entro il 2025. La stima complessiva, tuttavia, è per una riduzione dei ricavi del comparto tra il 21% e il 30% per l’anno in corso, sebbene con previsioni positive sia sui mercati Asia e Middle East.

Nonostante questa situazione e gli effetti sull’economia globale del Covid-19, il 70% degli investitori continuerà a investire nel mercato del lusso: abbigliamento e accessori, cosmetica e profumi e digital luxury saranno i settori più attraenti.

È questo lo scenario che gli investitori globali del settore Fashion & Luxury devono affrontare secondo quanto emerso dal Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2020 di Deloitte, un report che analizza trend e operazioni di M&A del mercato del lusso basandosi su dati di mercato e interviste a top manager. Non c’è solo il coronavirus da tenere sotto controllo, i fattori che possono modificare le dinamiche del settore sono anche lo scenario politico instabile, i nuovi accordi commerciali che introducono politiche sempre più protezionistiche e l'uso sempre più pervasivo di tecnologie digitali avanzate.

A cura della redazione de Il Sole 24 Ore

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