Prestiti e mutui ora sono protetti dall’assicurazione
Prestiti e mutui | 13 aprile 2018

Prestiti e mutui ora sono protetti dall’assicurazione

In gergo tecnico si chiamano CPI e sono polizze a protezione di prestiti e mutui. Tutelano in caso di premorienza o perdita del lavoro ed estinguono il credito residuo senza dover gravare sugli eredi. Per legge non sono obbligatorie. E si possono personalizzare. Ecco come funzionano.

In gergo tecnico si chiamano Cpi, cioè Credit Protection Insurance, e sono polizze a protezione del finanziamento da abbinare a prestiti e mutui per proteggere il debito residuo da eventuali inconvenienti che potrebbero comprometterne il rimborso. Per legge queste assicurazioni non sono obbligatorie, ma si possono sottoscrivere per qualsiasi tipo di finanziamento (prestiti e mutui) tutelando il capitale che si dovrà restituire da eventualità poco piacevoli.

Di norma, infatti, queste polizze intervengono pagando tutte le rate residue del mutuo, o del prestito, in caso di inabilità temporanea o totale a svolgere una attività lavorativa a seguito di un infortunio, invalidità permanente o decesso dell’assicurato.
In questo modo, dunque, la parte di debito verrà estinta (e nel caso di morte le rate mancanti non graveranno sugli eredi).
Alcune, poi, permettono di ottenere una copertura anche in caso di perdita del lavoro, per malattia o ricovero ospedaliero prolungato.

In fase di sottoscrizione si può quindi scegliere il pacchetto di garanzie da acquistare. Quella base prevede la liquidazione del debito residuo in caso di morte dell’assicurato.
La versione evoluta, invece, consente di personalizzare la copertura andando a garantire l’estinzione del finanziamento anche in caso di invalidità o perdita involontaria del posto di lavoro.

Se si opta per la polizza a tutela del mutuo, poi, si può scegliere anche in che misura frazionare il premio annuo. E’ previsto, infatti, che si possa assicurare tutto o parte del debito, mentre il premio della polizza potrà essere corrisposto in un’unica soluzione o in rate mensili, con una spesa che quindi si aggiunge al costo della rata e va a gravare direttamente sul Taeg, cioè sul tasso finito del finanziamento. In questo caso dunque, la polizza si pagherà insieme alle rate del mutuo, andando ad aumentare anche la quota del capitale finanziato.

Talvolta, però, è prevista anche un’altra soluzione: è il premio ricorrente, che prevede che il cliente paghi una quota predefinita ogni anno, di norma alla fine, fino ad aver saldato completamente il debito.

Inoltre, è possibile dividere il capitale da assicurare tra i vari cointestatari del finanziamento, purché (di norma) non siano più di tre.
Supponendo quindi che il mutuo per la casa abbia due intestatari, ciascun mutuatario può scegliere di assicurare solo il 50% del valore della casa. Così, qualora dovessero sussistere per uno dei due assicurati le condizioni che impediscono il rimborso delle rate, verrà liquidata dalla compagnia solamente la sua metà.

A cura della redazione di OfNetwork


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