Sai come proteggere i tuoi dati personali?

È attiva dal 25 maggio la GDPR. Ovvero la General Data Protection Regulation con la quale tutti i Paesi membri dell'Unione europea si impegnano a uniformare le normative sulla protezione dei dati personali. Ecco cosa cambia se vai su Facebook o Whatsapp e se usi i social? Tutte le novità punto per punto.

Le nostre caselle e-mail sono state “prese d’assalto” a fine maggio con decine di messaggi che richiedevano di prendere visione, aggiornare e riconfermare le condizioni d’uso e la politica sulla privacy.

Messaggi da parte dei social network, dei siti che più spesso vengono visitati o di altre società a cui sono stati forniti, anche molto tempo fa, i propri dati personali. Il tutto, perché dal 25 maggio è attiva la GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo regolamento UE che ha l’obiettivo di proteggere i dati personali (ma anche quelli genetici, biometrici e sulla salute) e il modo in cui vengono trattati dalle società a cui vengono forniti.

LA NOVITA' PER LA PROTEZIONE DEI DATI.

In sintesi, qualsiasi azienda, anche situata al di fuori dell’Unione Europea, ma che fornisce al mercato europeo prodotti e servizi, è ora tenuta a:

  • offrire all’utente la possibilità di concedere il proprio consenso al trattamento dei dati in modo esplicito
  • mettere a disposizione un’informativa chiara, trasparente e facilmente comprensibile, senza quindi utilizzare un linguaggio troppo tecnico
  • garantire che i dati raccolti siano utilizzati solo per le finalità per cui vengono richiesti
  • specificare se i dati sono utilizzati anche da società terze e richiederne esplicito consenso
  • consentire all’utente di revocare in qualsiasi momento il proprio consenso
  • consentire all’utente di richiedere il diritto all’oblio con la cancellazione di tutte le informazioni fornite
  • informare l’utente entro 72 ore dell’eventuale furto dei dati personali (il cosiddetto data breach).

GLI AGGIORNAMENTI DEI SOCIAL NETWORK E DELLE BIG TECH

I più “colpiti” da questo nuovo regolamento sembrano essere i social network, strumenti ormai utilizzati dalla maggior parte degli navigatori di Internet, a cui spesso vengono forniti dati che a loro volta sono utilizzati senza un esplicito consenso.

La pietra dello scandalo è Facebook e il  caso Cambridge Analytica legato all’utilizzo dei dati di circa 50 milioni di utenti per condizionare l’esito della campagna elettorale americana e del referendum inglese sulla Brexit. Il social network guidato da Mark Zuckerberg ha scelto di adeguarsi alla GDPR imponendo tra l’altro il consenso agli utenti europei per accedere al riconoscimento facciale. Un maggiore controllo sarà anche applicato ai profili di utenti under 15, con più operazioni gestibili da parte dei genitori, ad esempio per quanto riguarda le pubblicità e le inserzioni. Inoltre, Facebook ha comunicato che se si sceglie di fornire informazioni legate all’orientamento religioso, a quello politico o all’interesse verso uomini o donne, queste verranno utilizzate per personalizzare le funzioni e i prodotti mostrati sulla pagina personale. I dati messi a disposizione del social network sono infatti utilizzati per fornire inserzioni pertinenti e utili senza, però, che l’identità dell’utente sia a conoscenza degli inserzionisti.

Twitter, invece, dedica una pagina alle novità della GDPR, con FAQ per conoscere le risposte alle domande più frequenti. Per uniformarsi alle direttive europee, il social network ha scelto di permettere agli utenti di visualizzare quali informazioni personali sono salvate nel suo database, scegliendo ora quali condividere e quali mantenere private. Periscope, il servizio di Twitter per trasmettere riprese via smartphone in diretta, è ora accessibile solo a chi ha compiuto 16 anni (in precedenza 13 anni). E lo stesso è stato fatto da Whatsapp.

In generale, tutti i social network devono ora consentire al singolo di poter scaricare (in un formato di uso comune) i messaggi e i post pubblicati o l’elenco dei contatti.

Anche le Big Tech hanno aggiornato le loro condizioni di utilizzo. Apple, ad esempio, ha rivisto i termini sulla privacy e la sua pagina utente, consentendo agli utenti europei di scaricare tutti i dati che la società possiede su di loro. Google, invece, ha semplificato la sua privacy policy fornendo anche video tutorial per rendere i termini di più facile comprensione.

A cura della redazione di "OfNetwork"