Salute: italiani ben disposti a prevenzione, meno a condividere dati
Lifestyle | 16 aprile 2019

Salute: italiani ben disposti a prevenzione, meno a condividere dati

Gli italiani fanno passi avanti sulla prevenzione e in merito alla predisposizione agli screening ma non sono ancora del tutto pronti alla medicina predittiva e partecipativa. Il 59,4% degli intervistati è infatti contrario alla condivisione dei dati sulla propria salute e l’uso del mobile health risulta ancora molto limitato. È quanto emerso dall'indagine "Tech4life" condotta da Community Media Reasearch in collaborazione con Confindustria Dispositivi Medici.

Migliora la predisposizione degli italiani alla prevenzione, il 62,6% ha fatto esami di propria iniziativa negli ultimi 5 anni, e agli screening, il 91% si dice favorevole.

Allo stesso tempo, però, gli italiani non sono ancora del tutto pronti alla medicina predittiva e partecipativa.

Condivisione dati e Mobile Health

Il 59,4% degli intervistati si è rivelato contrario alla condivisione dei dati sulla propria salute e l’uso del mobile health risulta ancora molto limitato

  • solo il 7,6% usa app mediche
  • e il 14,3% usa lo smartphone per monitorare la propria salute.

Ancora in pochi sono disposti a personalizzare i dispositivi medici anche di tasca propria (38%).

Medicina predittiva

Emerge anche che gli italiani sono culturalmente indecisi sulla medicina predittiva:

  • i giovani di 18-35 anni sono quelli più a favore di test che predicono patologie più o meno gravi,
  • mentre gli over 55 sono i meno pronti a questo cambio di paradigma.

È quanto emerge dall'indagine "Tech4life" condotta da Community Media Reasearch in collaborazione con Confindustria Dispositivi Medici.

Dottor Google

Inoltre, sempre dalla ricerca, emerge che sono ancora troppi gli italiani che cercano su internet informazioni sulla propria salute (57,1%) e al tempo stesso rinunciano alle cure per motivi economici (71,8%), considerando Dottor Google una reale alternativa, per cui la gratuità della rete spesso sostituisce le spese necessarie per un consulto medico.

La navigazione in internet avviene soprattutto per:

  • approfondire le nozioni su cure e terapie (55,9%)
  • fare diagnosi sul proprio stato di salute (54,5%).

Gli internauti della salute sono per lo più maschi, tra i 18 e i 36 anni e del Sud, caratteristica che denota, come per altri aspetti dell’indagine, una frattura generazionale e territoriale in fatto di salute.

A cura della redazione de “Il Sole 24 ore”