Smart working: cosa serve per lavorare da casa

La fase 2 di gestione dell'emergenza sanitaria è iniziata, ma le direttive sono chiare: il telelavoro dovrà essere ancora privilegiato. Per proseguire l’attività da casa ci sono piattaforme per organizzare una riunione in video con i colleghi. Per controllare da remoto il computer lasciato in ufficio. O, ancora, per condividere, attraverso il proprio avatar, un ambiente virtuale.

La pandemia di Covid-19 ha trasformato radicalmente il mondo del lavoro. Per la prima volta, da decreto, lo smart working è stato privilegiato così da consentire ai dipendenti di svolgere in sicurezza le proprie mansioni anche da casa. Si tratta di una situazione senza precedenti che ha coinvolto circa 2 milioni di persone, molto spesso per la prima volta, a fronte dei soli 500mila impiegati che già lo avevano sperimentato prima dello scoppio dell’epidemia, magari anche solo per qualche giorno a settimana. Per un aumento, dicono gli osservatori, che si assesta intorno al +400%.

Sebbene se ne parlasse da anni, infatti, lo smart working non è mai veramente decollato. Ma potrebbe ora rimanere una condizione semi-permanente anche per il prossimo futuro. La Fase 2 di gestione dell’emergenza sanitaria, infatti, continua a mettere al centro il lavoro da remoto. Non solo: secondo uno studio recente condotto da Nomisma, la società di consulenza indipendente specializzata in attività di ricerca e advisory nel campo dell'economia reale, il 56% dei dipendenti ha dichiarato che vorrebbe proseguire questa esperienza anche quando la situazione sarà tornata alla normalità.


Cos’è il lavoro agile?

Innanzitutto, per capire come organizzare la propria giornata è necessario avere ben chiara la distinzione tra “telelavoro” e “smart working”. Molto spesso, infatti, questi due termini sono utilizzati come sinonimi, ma c’è un’importante differenza. Il primo implica orari fissi da rispettare, che devono essere gli stessi che si hanno normalmente quando ci si reca in ufficio. Lo “smart working” invece è per definizione molto più flessibile: non si hanno orari precisi ma ciò che conta è il raggiungimento dell’obbiettivo fissato. In questo secondo caso, dunque, è necessario che i compiti assegnati vengano portati a termine, non importa in quanto tempo o in quale fascia oraria.


Le tecnologie “smart”

La necessità di adeguarsi al decreto quanto prima, ha trovato molte aziende impreparate a gestire effettivamente il lavoro a distanza dei propri dipendenti e collaboratori. Un aiuto concreto alla prosecuzione dell’attività è arrivato però dalle piattaforme tecnologiche già disponibili online, spesso gratuitamente, con le quali è possibile interagire con i colleghi in tempo reale.

Per esempio, per trasferire l’ufficio a casa si può optare per chat e servizi di social collaboration attraverso i quali organizzare video-conferenze e riunioni online con i colleghi. È il caso, per esempio, di Zoom, Skype, Hangouts, Google Meets e WebEx di Cisco. Si possono scaricare sul Pc o utilizzare, talvolta, direttamente da browser. Basta registrarsi e creare un account personale, poi, per effettuare videochiamate di gruppo, chattare con i colleghi, scambiarsi documenti in tempo reale durante una videoconferenza o condividere lo schermo del proprio computer con gli altri partecipanti.


Gli uffici online

Esistono poi delle specifiche piattaforme per gestire il personale. In questo caso è l’azienda a preoccuparsi di fornire tutto il necessario. La particolarità è che sono previste anche funzioni di check-in e check-out che segnalano quando il collaboratore lascia la postazione, proprio come se entrasse e uscisse fisicamente dall’ufficio.
Altri software, invece, creano un ambiente digitale in 2D, con stanze popolate da avatar virtuali che offrono a tutti i partecipanti la percezione di trovarsi veramente nello stesso posto.

Infine, ci sono servizi con i quali accedere e controllare il computer dell’ufficio anche da remoto. Così, utilizzando un altro dispositivo, come un Pc personale o lo smartphone, si possono aprire le cartelle salvate sul computer aziendale anche dalla scrivania di casa.


A cura della redazione di "OfNetwork"

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