Vecchiaia serena? Sempre più italiani pensano a una pensione integrativa. Ma quanto conviene?

Nel 2016, i fondi pensione sono cresciuti del 7,7% con 7,8 milioni di iscritti, pari a 557 mila aderenti in più rispetto al 2015. E nel 2017 potrebbero raggiungere quota 10 milioni. Due sono le tipologie principali: i Piani individuali pensionistici (Pip) e i Fondi pensione aperti (Fpa). Ma quali preferire? E quali prestazioni offrono? Con quali rischi?

La questione è questa: la vita si allunga, anche oltre i 90. Per viverla meglio, con una maggiore disponibilità finanziaria, la pensione complementare può essere una buona idea. Tanto che gli Italiani hanno iniziato a valutarne i pro. Sono, infatti, oltre 500mila i nuovi contratti stipulati entro la fine dello scorso anno con un aumento di quasi l’8% dei fondi pensione rispetto al 2015.
Gli iscritti potrebbero raggiungere i 10 milioni quest’anno.

Il fondo è di solito suggerito all’interno di un più ampio pacchetto di prodotti di risparmio per risparmiare sulle tasse, grazie alla deduzione massima di 5.165,00 euro. Inoltre, al netto della rivalutazione, il montante del fondo pensione è tassato con un’aliquota del 15%, che decresce con il numero di anni di adesione fino ad arrivare al 9%.

Rimane il problema della scelta. Sul mercato l’offerta è ampia e, anche se dopo due anni dall’adesione esiste la possibilità di cambiare, è bene scegliere bene da subito, facendo attenzione ai costi e magari facendosi anche consigliare.

Tutti gli strumenti previdenziali offrono analoghe prestazioni a iniziare da una rendita vitalizia. Sino al 50% del montante maturato, si può tuttavia optare per incassare il capitale in un’unica soluzione. È anche possibile ottenere somme in acconto.

Due sono le tipologie principali: Piani individuali pensionistici (Pip) e Fondi pensione aperti (Fpa). Entrambi sono tutelati dal sistema di garanzia per le forme pensionistiche. Per chi preferisce ottenere, a fronte di versamenti periodici un miglior rendimento è preferibile puntare sui Pip, polizze finanziarie e piani pensionistici di tipo assicurativo. Questa tipologia di prodotto di solito include anche la consulenza dato che impatta sulle scelte di investimento.

Per tutti, è a disposizione il vasto mercato di fondi con rendimenti non determinabili a priori, ma che comunque su un arco temporale medio-lungo, intorno ai vent’anni, possono contribuire a colmare il divario tra l’ultimo stipendio e la prima pensione, integrando quest’ultima di almeno un 25%.

A cura della redazione di OfNetwork