Wwf, per salvare il clima agire su produzione e consumo di cibo
Lifestyle | 24 settembre 2020

Wwf, per salvare il clima agire su produzione e consumo di cibo

Intervenendo sulla produzione e il consumo di cibo si può ottenere un taglio delle emissioni globali significativo. Il Wwf ha individuato 16 azioni utili per andare in questa direzione.

Per salvare il clima è necessario intervenire anche sui sistemi di produzione e sui modelli di consumo di cibo.
Agendo su questi ambiti, si può arrivare a una riduzione de 20% delle emissioni globali entro il 2050 e limitare in questo modo il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi.

È quanto sostiene il Wwf, che ha individuato 16 modi in cui i decisori politici possono agire dal campo alla tavola. Secondo il rapporto, l'alimentazione e le diete, le perdite e gli sprechi di cibo sono fattori ampiamente ignorati, ma se i politici li inserissero tra i target settoriali all'interno dei piani nazionali per il clima, potrebbero ridurre fino al 25% le emissioni globali.

Infatti, si stima che i sistemi alimentari (dalla produzione fino al consumo, passando per distribuzione e preparazione) siano i responsabili fino al 37% di tutte le emissioni di gas serra.

Le 16 azioni identificate nel report includono la riduzione del cambiamento d'uso del suolo e della conversione degli habitat naturali, che potrebbero ridurre le emissioni di 4,6 Gt CO2e all'anno.

La riduzione delle perdite e degli sprechi di cibo, che rappresentano l'8% di tutte le emissioni di gas serra, invece, potrebbero ridurre le emissioni di 4,5 Gt CO2e all'anno.

Eppure solo 11 Paesi attualmente menzionano la prevenzione delle perdite di cibo (food loss) nei propri piani nazionali ma nessuno prende in considerazione gli sprechi (food waste).
Migliorando i metodi di produzione e riducendo le emissioni di metano provocate dagli allevamenti di bestiame si potrebbero ridurre le emissioni fino a 1,44 Gt di CO2e all'anno, ma riduzioni molto maggiori potrebbero essere ottenute adottando diete più sane e sostenibili.

A cura della redazione de Il Sole 24 Ore

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