Ambiente: ma quanto inquina Internet

Secondo un recente studio realizzato da tre prestigiose università americane, le riunioni online, lo streaming e le teleconferenze hanno un impatto significativo sul nostro pianeta in termini di CO2 prodotta. Tanto che, nel 2030, i data center saranno responsabili di circa il 6% delle emissioni totali di anidride carbonica.

Lo smart working, le video-conferenze e la fruizione di video on demand sulle piattaforme online di streaming hanno un impatto sull’ambiente. La rivelazione, per certi versi del tutto inaspettata, è frutto di una recente ricerca condotta dalla Purdue University, una università pubblica dello stato dell’Indiana, e dalle più note Yale University e Massachusetts Institute of Technology, che hanno stimato l’impronta climatica di questi comportamenti.
Secondo i ricercatori un'ora di videoconferenza emette circa 150 grammi di anidride carbonica. Che salgono a 450 se si guarda per un'ora un film in streaming su piattaforme come Netflix o Prime Video.

Non solo. Per ogni gigabyte di dati utilizzati su internet (per esempio, su YouTube, Zoom, facebook e Instagram), si consumano anche dai 2 ai 12 litri di acqua, necessaria per raffreddare i data center (foto in alto), cioè quei macchinari che immagazzinano i dati e che, producendo calore, si surriscaldano facilmente.

La minaccia della pandemia

Questi dati diventano tanto più allarmanti se si considera il computo complessivo. Soprattutto alla luce del contesto attuale, in cui lo smart working è largamente utilizzato il tutto mondo a causa dell’emergenza sanitaria e il video-streaming e la navigazione online rappresentano due delle più consolidate abitudini di consumo. Alcuni Stati, si legge ancora nella ricerca, hanno già segnalato un aumento del 20% del traffico Internet da marzo dello scorso anno.

E se la tendenza venisse confermata anche alla fine del 2021, questo utilizzo massiccio del web richiederebbe, dati alla mano, una foresta di circa 115mila chilometri quadrati per assorbire il carbonio emesso. Mentre l'acqua necessaria per l'elaborazione e la trasmissione dei dati potrebbe riempire più di 300.000 piscine olimpioniche.

Le minacce future

Ma è sul lungo periodo che la situazione diventa potenzialmente ancora più preoccupante. Tanto che, si stima, nel 2030 il 13% dell'elettricità complessiva prodotta sarà assorbita proprio dai data center, cioè dai centri di elaborazione che servono alle piattaforme per trasmettere i dati online. E questi, da soli, saranno responsabili del 6% delle emissioni totali di anidride carbonica.

Come ridurre i comportamenti inquinanti online

Ci sono però dei comportamenti virtuosi che possiamo scegliere di attuare subito per ridurre l’inquinamento del web. Per esempio, spiegano i ricercatori, lasciare spenta la telecamera durante le videoconferenze contribuirebbe a ridurre le emissioni del 96%. Mentre se si opta per una qualità dello streaming più bassa, si arriva una diminuzione dell'86%.

A cura della redazione di OFNetwork

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