Elit September 22, 2021

La crisi delle coste

I principali rischi derivanti dal sempre più marcato fenomeno dell’innalzamento degli oceani riguardano l’intero ecosistema ma anche l’equilibrio macroeconomico globale.

A cura del Team CIO & Consulenza Avanzata di Deutsche Bank – International Private Bank (IPB)

Il livello medio degli oceani è cresciuto di oltre 21 cm dall'inizio del XX secolo, e circa un terzo di questo rialzo si è verificato soltanto negli ultimi 25 anni. L'innalzamento del livello dei mari metterà sotto crescente stress gli ecosistemi, la biodiversità marina e le popolazioni costiere.

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I rischi economici sono considerevoli. Si stima che, in assenza di interventi, entro il 2100 il 20% del PIL mondiale potrebbe essere minacciato da inondazioni costiere. Gli effetti su settori come l'agricoltura e il turismo saranno particolarmente dirompenti per i Paesi in via di sviluppo che fanno maggiormente affidamento su di essi. In assenza di adattamenti, le infrastrutture e i beni immobiliari saranno a rischio.

Gli oceani e le coste offrono servizi ecosistemici critici come, ad esempio, l’assorbimento di anidride carbonica, la produzione di ossigeno, la generazione di alimenti e di reddito, che sono messi a rischio dal cambiamento climatico. Un ciclo di retroazione significa che la perdita di questi servizi ecosistemici a sua volta intensificherà ulteriormente il cambiamento climatico. Tra gli effetti più evidenti del riscaldamento degli oceani assistiamo già a fenomeni come le migrazioni stagionali di specie, lo sbiancamento dei coralli, le inondazioni costiere, l'erosione costiera, la fioritura di alghe tossiche, zone ipossiche (o morte), nuove malattie marine, l'estinzione di animali marini, variazioni nei livelli di precipitazioni e minore pescosità.

In aggiunta, l'innalzamento del livello dei mari avrà effetti macroeconomici globali ma danneggerà anche le infrastrutture esistenti, tra cui porti, aeroporti, sistemi fognari, reti di trasporto e di energia, e i beni immobiliari, residenziali e commerciali.
Oltre due terzi delle principali città del mondo, con una popolazione superiore a 250 milioni di abitanti, si trovano sulla costa. In termini di popolazioni esposte, la maggior parte di queste città si trovano in Asia: al momento al primo posto nell'elenco si trova probabilmente Calcutta, seguita da Mumbai, Dhaka, Guangzhou, Ho Chi Minh City, Shanghai e Bangkok. Si prevede che con un innalzamento del livello medio del mare di 2 metri entro il 2100, 187 milioni di persone saranno obbligate a spostarsi.

Entro la fine del secolo l'innalzamento del livello del mare e le inondazioni dovrebbero costare all'economia mondiale 14,2 miliardi di dollari in termini di beni persi o inutilizzabili. Il costo annuale previsto per l'economia mondiale rappresenterebbe il 4% del PIL globale, con significative differenze tra le varie regioni. La costa nord-orientale degli Stati Uniti, l'Europa nord-occidentale e importanti parti dell'Asia, soprattutto le nazioni intorno al Golfo del Bengala, l'Indonesia, la Cina e l'Australia settentrionale, sono maggiormente esposte a grandi inondazioni.
L'erosione costiera e l'innalzamento del livello dei mari avranno ripercussioni sulle infrastrutture, tra cui le centrali per la produzione di energia, gli impianti di trattamento delle acque, i cavi di comunicazione sotterranei e le reti di trasporto, come, ad esempio, i porti e le ferrovie. Per esempio, i danni causati ai porti potrebbero arrivare a costare fino a 111,6 miliardi di dollari entro il 2050 e 367,2 miliardi di dollari entro la fine del secolo, mettendo sotto grave pressione le economie sviluppate e in via di sviluppo che dipendono dai commerci.

Anche i possibili danni causati ai beni immobiliari sono considerevoli. Una relazione del 2018 dell'Union of Concerned Scientists sosteneva che entro il 2045 il livello del mare sarebbe salito a sufficienza per mettere a rischio di inondazione cronica oltre 300.000 delle attuali abitazioni residenziali negli Stati Uniti. Il valore di mercato totale di queste abitazioni costiere a rischio di inondazione cronica è stimato oggi in circa 117,5 miliardi di dollari.

Come dimostrato storicamente da Venezia e dalle città olandesi, l'adattamento costiero può contenere una gran parte dei danni economici previsti. Le misure per contrastare il cambiamento climatico rappresentano però anche un significativo investimento, stimato in 140-300 miliardi di dollari entro il 2030, che saliranno a 280-500 miliardi di dollari entro il 2050.
Le città costiere di tutto il mondo stanno già progressivamente realizzando delle misure di adattamento. Le iniziative delle comunità costiere olandesi sono ben note, come la rete di dighe, argini e sbarramenti costieri lunga 3.700 km. Shanghai ha costruito 520 km di sbarramenti costieri difensivi per ridurre la sua vulnerabilità all'innalzamento del livello del mare. Allo stesso modo, le città statunitensi stanno investendo alacremente miliardi di dollari per rafforzare la loro tolleranza all'innalzamento del livello dei mari.


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