Elit March 22, 2021

Ripensare le infrastrutture

A cura del Team CIO & Consulenza Avanzata di Deutsche Bank – International Private Bank (IPB)

Un mondo sempre più connesso digitalmente richiede un adeguato sviluppo delle reti infrastrutturali: un trend che appare destinato a perdurare nel futuro.

Il Chief Investment Office di Deutsche Bank nel presentare la view della Banca per il 2021 ha identificato le infrastrutture come un tema da considerare all’interno dei portafogli degli investitori.

Nello specifico si è parlato di ripensare le infrastrutture dopo le scosse che la pandemia ha dato ai mercati e più in generale al mondo in cui viviamo.
Pensiamo alle implicazioni che la pandemia ha avuto sul cambiamento delle preferenze dei consumatori, l’aumento delle transazioni online non solo collegate alla crescita del commercio elettronico, ma anche relative ad aspetti prima non disponibili, come quelle in ambito medicale, di relazione con la pubblica amministrazione o alla didattica a distanza, per non parlare poi del “work from home” e dell’intensivo uso delle telecomunicazioni per riunioni a distanza che hanno modificato il modo di lavorare.

La sfida legata alle infrastrutture è di diversi tipi: non solo identificare i cambiamenti in atto ma anche valutare gli sforzi necessari a raggiungere obiettivi che sembrano più distanti dal tema ma nella realtà decisionale hanno un impatto sulle scelte future.

Nel 2015 l’ONU ha individuato 17 punti definiti “Sustainable Development Goals” (acronimo SDG) come parte dell’agenda di sostenibilità per il 2030 e il nono tema fa riferimento proprio allo sviluppo infrastrutturale e all’industrializzazione sostenibile. Si sottolinea come l’obiettivo sia centrale se pensiamo a trasporti, connettività e servizi di pubblica utilità (come ad esempio energia elettrica e acquedotti) e alla relazione tra la resilienza infrastrutturale nel lungo termine e i cambiamenti climatici. Solo per raggiungere i target prefissi dal piano, l’ONU stima la necessità di investire ogni anno 3,5 trilioni di USD a livello globale fino al 2030.

Accanto agli obiettivi dell’ONU molti Paesi e imprese hanno target di neutralità di emissione di gas serra entro il 2050 che per essere raggiunti necessitano l’utilizzo di nuove tecnologie.
In un mondo sempre più digitalmente interconnesso – entro il 2026 almeno il 26% del PIL mondiale dipenderà da industrie e attività connesse a internet e dal digitale secondo le stime del World Economic Forum – lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT), del cloud computing, degli smart devices delle case e della mobilità intelligente sono trend che, tra gli altri, risultano sfidanti anche nel mondo delle infrastrutture.

La crescita delle transazioni digitali, che non fa riferimento solo all’ambito dei pagamenti digitali, ma anche per esempio ai rapporti con il settore pubblico e con la didattica a distanza, richiede in primis una connessione affidabile e reti mobili; e tutto questo deve essere resiliente.

L’accesso a internet è la chiave della crescita futura e gli investimenti nelle relative infrastrutture sono parte della trasformazione digitale: il 5G è un buon esempio di come la tecnologia può cambiare i comportamenti degli utilizzatori perché la diffusione è ampiamente maggiore rispetto alle linee fisse a livello mondiale.

Gli sviluppi tecnologici hanno un risvolto positivo anche applicati alle infrastrutture stesse e in particolare possono contribuire sia a una migliore progettazione che a una gestione più efficiente.
Pensiamo ad esempio al settore energetico: nuove metodologie di produzione di energia rinnovabile e pannelli solari più efficienti o l’utilizzazione degli oceani possono aiutare a raggiungere i target SDG. Anche lo sviluppo delle reti intelligenti permette di gestire in modo più efficace - ad esempio - proprio l’utilizzo degli impianti di produzione a energia rinnovabile che sono soggetti a discontinuità.

Un altro punto di vista per considerare la rivoluzione che la tecnologia sta portando nel mondo delle infrastrutture è guardare a come i progetti possono essere valutati grazie ad analisi di big data, scanner 3D, droni, programmi di architettura che possono influire nello studio di un business case più solido e di scenari costi /benefici molto più dettagliati che in passato, la cui ottimizzazione consente di identificare meglio e risolvere preventivamente questioni di carattere ambientale e sociale.

Governi e privati si trovano oggi ad affrontare scelte legate al futuro dei progetti che vengono finanziati e che devono essere sostenibili. La sfida è nella valutazione dei costi e benefici dell’utilizzo futuro delle infrastrutture, dei costi di conversione o di smantellamento e degli impatti ambientali che i nuovi progetti avranno. Ma i piani di investimento, sia negli USA con la nuova amministrazione Biden, che in Europa, con il Next Generation EU, oltre che quelli portati avanti in tutti gli altri Paesi a livello globale, alimentano un settore che rimane chiave per lo sviluppo e tende a includere anche i macro trend di più lungo periodo.

Il tema delle infrastrutture nei portafogli degli investitori deve dunque essere letto come diversificazione di portafoglio e in relazione ai temi di lungo periodo.


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