db Magazine October 20, 2026

Per il 47% degli under 45, casa e costi abitativi incidono sulle scelte di studio e lavoro

L’Osservatorio sull’abitare di Assolombarda e Patrigest - Gabetti Group evidenzia il legame sempre più stretto tra accessibilità abitativa, mobilità e attrattività dei territori.

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La facilità o al contrario la difficoltà di trovare una casa incide sempre di più sulle scelte di vita delle persone.
Non è più solo una questione abitativa, ma un fattore che si riflette sulla possibilità delle persone di studiare, lavorare e costruire il proprio percorso di vita e, allo stesso tempo, sulla capacità dei territori di attrarre e trattenere persone e competenze.

Il 47% degli intervistati dichiara che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro, con l’11% che indica un’influenza forte e il 36% abbastanza rilevante.

Costi, disponibilità e localizzazione dell’abitazione entrano quindi concretamente nella valutazione delle opportunità professionali e formative.

Sono alcuni dei risultati dell’Osservatorio sull’abitare per la competitività delle imprese, realizzato da Assolombarda e Patrigest (Gabetti Group), che mette in relazione l’evoluzione del mercato immobiliare con un’indagine condotta su studenti e lavoratori tra i 18 e i 45 anni residenti nel Comune di Milano, nella Città metropolitana e nelle Province di Monza e Brianza, Lodi e Pavia.

Inoltre, dall’analisi emerge la rilevanza della pressione abitativa: le spese per la casa assorbono mediamente il 38% del reddito mensile e il 42% degli intervistati dichiara di aver avuto difficoltà a sostenerle nell’ultimo anno.
La difficoltà è particolarmente rilevante tra i giovani, tra chi vive in affitto e tra i residenti a Milano, città dove nel 2025 il valore medio delle abitazioni ha raggiunto i 5.458 euro al metro quadrato, contro i 1.810 euro del resto della Città metropolitana.

Dal 2019 i prezzi sono cresciuti del 32% a Milano e dell’11% nell’hinterland. Da segnalare  che le compravendite sono infatti cresciute più rapidamente nel resto della Città metropolitana e in Provincia di Monza e Brianza rispetto al capoluogo: nel 2025 risultano in aumento del 46,5% rispetto a dieci anni prima, contro il +14,8% registrato dal Comune di Milano.

In questo quadro, la maggiore accessibilità economica delle abitazioni nei territori esterni a Milano si accompagna però alla necessità di sostenere spostamenti più lunghi: il 54% degli intervistati si sposta al di fuori del proprio Comune di residenza, mentre il 37% percepisce gli spostamenti quotidiani come un peso significativo sulla qualità della vita.

Il rapporto tra casa e mobilità diventa ancora più evidente guardando alle opportunità professionali: il 39% dichiara di aver rinunciato negli ultimi 2-3 anni ad almeno un’opportunità lavorativa a causa della distanza, della difficoltà degli spostamenti o della complessità di un trasferimento.

La quota sale al 52% tra coloro che hanno avuto difficoltà a sostenere le spese per la casa. “I risultati dell’Osservatorio mostrano con chiarezza come la questione abitativa non possa più essere considerata un tema esclusivamente sociale o urbanistico, ma rappresenti un vero fattore di competitività per i territori e per le imprese. L’aumento dei costi della casa, insieme alle difficoltà legate agli spostamenti, incide sulle scelte di studio e di lavoro e può limitare l’accesso alle opportunità. In questo scenario, diventa importante adottare una visione integrata, capace di considerare insieme mercato immobiliare, mobilità e servizi, e individuare soluzioni che rendano i territori più accessibili e attrattivi per persone e imprese”, ha commentato Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest (Gabetti Group).

A cura de Il Sole 24 Ore