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Insights
July 2, 2026
Investire nel cambiamento: le strategie e i timori dei clienti
PERSPECTIVES Special - Giugno2026
Contenuti
Introduzione
Viviamo in un’epoca di grandi trasformazioni: tecnologiche, economiche, geopolitiche, sociali e ambientali. Le cause del cambiamento sono spesso collegate. L’innovazione tecnologica (ad esempio l’intelligenza artificiale) può determinare profonde discontinuità economiche e cambiamenti sociali, sia nella vita privata sia a livello collettivo. Gli sviluppi geopolitici possono a loro volta favorire trasformazioni tecnologiche ed economiche. Tutto ciò ha inevitabilmente anche impatti ambientali.
Questo report si basa in larga parte su un’indagine condotta all’inizio dell’anno tra i clienti della Deutsche Bank Private Bank, ai cui partecipanti è stato chiesto di:
Abbiamo integrato i risultati di questa indagine con quelli di un’indagine mensile continuativa, più sintetica, condotta nella prima metà del 2026 tramite dbInsights e rivolta a una platea più ampia, non limitata ai clienti. Questa indagine chiede ai partecipanti di:
La prima indagine analizza il cambiamento economico e sociale, i fattori che lo guidano, le priorità che ne derivano e le implicazioni per gli investimenti. La seconda adotta invece un punto di vista diverso, concentrandosi sui temi d’investimento, sugli shock geopolitici e sul rapporto tra tecnologia e sostenibilità.
Nel loro insieme, le due indagini ci permettono di ampliare l’orizzonte delle quattro precedenti edizioni dedicate agli investimenti sostenibili, offrendo una valutazione più estesa dei cambiamenti economici e delle loro implicazioni sugli investimenti.
Il contesto macro globale
L’indagine rivolta ai clienti della Deutsche Bank Private Bank si è svolta tra marzo e maggio 2026, in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche, economiche e di mercato. La survey separata dbInsights è invece condotta con cadenza mensile da gennaio 2026. I risultati delle due indagini devono essere interpretati alla luce di questo contesto. Il conflitto con l’Iran era iniziato alla fine di febbraio 2026 e, nel corso di marzo, le speranze di una rapida soluzione erano molto basse. I prezzi del petrolio erano aumentati bruscamente quel mese, mantenendosi elevati – seppur estremamente volatili – anche in aprile e maggio. Il blocco nello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto immediato soprattutto sulle economie asiatiche, ma ha rappresentato una minaccia anche per la crescita economica di altre aree.
Nonostante il conflitto, l’interesse dei mercati per l’intelligenza artificiale (IA) e, più in generale, per il settore tecnologico ha continuato a rafforzarsi per tutta la durata dell’indagine. Di conseguenza, le perdite registrate dai mercati azionari globali a marzo sono state rapidamente recuperate da aprile in poi. Le preoccupazioni per cui l’aumento dei prezzi dell’energia potesse tradursi in ritorno dell’inflazione, con possibili implicazioni per la politica monetaria, non hanno frenato l’entusiasmo degli investitori, sostenuto anche da una stagione degli utili del Q1 2026 positiva.
Allo stesso tempo, sono aumentate le preoccupazioni – in particolare in Europa – per le conseguenze del conflitto. Ciò ha riportato al centro del dibattito politico i costi economici percepiti delle politiche di sostenibilità, nonostante le continue evidenze del deterioramento ambientale. Nel periodo tra marzo e maggio abbiamo rivisto al ribasso le nostre stime di crescita economica globale per il 2026, dal 3,3% al 3,1%. Le revisioni hanno interessato anche gli Stati Uniti (dal 2,3% al 2,0%), l’Eurozona (dall’1,3% allo 0,9%) e la Germania (dall’1,2% allo 0,7%). Parallelamente, le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo negli Stati Uniti (dal 2,6% al 3,2%), nell’Eurozona (dal 2,0% al 3,1%), in Germania (dal 2,1% al 3,1%) e nella maggior parte delle altre economie.
Conclusioni: dieci punti chiave
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Autori: Markus Müller - Chief Investment Officer for Sustainability & Global Head of CIO Office, Daniel Sacco - Investment Officer
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