Insights July 2, 2026

Investire nel cambiamento: le strategie e i timori dei clienti

PERSPECTIVES Special - Giugno2026

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Contenuti

  1. Introduzione
  2. Quattro questioni chiave: ottimismo o pessimismo?
  3. I fattori che guidano il cambiamento degli investimenti
  4. Opinioni su economia, politiche ed ambiente
  5. Composizione del portafoglio d’investimento e cambiamenti
  6. Una prospettiva diversa: la nostra indagine dbInsights
  7. Conclusioni: dieci punti chiave

Introduzione

Viviamo in un’epoca di grandi trasformazioni: tecnologiche, economiche, geopolitiche, sociali e ambientali. Le cause del cambiamento sono spesso collegate. L’innovazione tecnologica (ad esempio l’intelligenza artificiale) può determinare profonde discontinuità economiche e cambiamenti sociali, sia nella vita privata sia a livello collettivo. Gli sviluppi geopolitici possono a loro volta favorire trasformazioni tecnologiche ed economiche. Tutto ciò ha inevitabilmente anche impatti ambientali.

Questo report si basa in larga parte su un’indagine condotta all’inizio dell’anno tra i clienti della Deutsche Bank Private Bank, ai cui partecipanti è stato chiesto di:

  • indicare il proprio livello di ottimismo o pessimismo riguardo all’evoluzione di quattro grandi temi e alle relative implicazioni nei prossimi cinque anni;
  • individuare i tre principali fattori destinati a guidare un cambiamento strutturale e duraturo nel contesto degli investimenti nei prossimi cinque anni, scegliendo tra nove opzioni disponibili;
  • esprimere accordo o disaccordo rispetto a dieci affermazioni relative a temi o priorità di natura economica, aziendale o ambientale;
  • specificare in che modo potrebbero modificare i propri portafogli in previsione dei cambiamenti futuri.

Abbiamo integrato i risultati di questa indagine con quelli di un’indagine mensile continuativa, più sintetica, condotta nella prima metà del 2026 tramite dbInsights e rivolta a una platea più ampia, non limitata ai clienti. Questa indagine chiede ai partecipanti di:

  • identificare i tre principali temi d’investimento per il 2026;
  • individuare i rischi più rilevanti associati a tali temi;
  • indicare se ritengono che i portafogli possano essere protetti dagli shock geopolitici;
  • valutare il probabile impatto delle tecnologie sull’efficienza e sulla resilienza nell’utilizzo delle risorse naturali.

La prima indagine analizza il cambiamento economico e sociale, i fattori che lo guidano, le priorità che ne derivano e le implicazioni per gli investimenti. La seconda adotta invece un punto di vista diverso, concentrandosi sui temi d’investimento, sugli shock geopolitici e sul rapporto tra tecnologia e sostenibilità.

Nel loro insieme, le due indagini ci permettono di ampliare l’orizzonte delle quattro precedenti edizioni dedicate agli investimenti sostenibili, offrendo una valutazione più estesa dei cambiamenti economici e delle loro implicazioni sugli investimenti.

Il contesto macro globale

L’indagine rivolta ai clienti della Deutsche Bank Private Bank si è svolta tra marzo e maggio 2026, in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche, economiche e di mercato. La survey separata dbInsights è invece condotta con cadenza mensile da gennaio 2026. I risultati delle due indagini devono essere interpretati alla luce di questo contesto. Il conflitto con l’Iran era iniziato alla fine di febbraio 2026 e, nel corso di marzo, le speranze di una rapida soluzione erano molto basse. I prezzi del petrolio erano aumentati bruscamente quel mese, mantenendosi elevati – seppur estremamente volatili – anche in aprile e maggio. Il blocco nello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto immediato soprattutto sulle economie asiatiche, ma ha rappresentato una minaccia anche per la crescita economica di altre aree.

Nonostante il conflitto, l’interesse dei mercati per l’intelligenza artificiale (IA) e, più in generale, per il settore tecnologico ha continuato a rafforzarsi per tutta la durata dell’indagine. Di conseguenza, le perdite registrate dai mercati azionari globali a marzo sono state rapidamente recuperate da aprile in poi. Le preoccupazioni per cui l’aumento dei prezzi dell’energia potesse tradursi in ritorno dell’inflazione, con possibili implicazioni per la politica monetaria, non hanno frenato l’entusiasmo degli investitori, sostenuto anche da una stagione degli utili del Q1 2026 positiva.

Allo stesso tempo, sono aumentate le preoccupazioni – in particolare in Europa – per le conseguenze del conflitto. Ciò ha riportato al centro del dibattito politico i costi economici percepiti delle politiche di sostenibilità, nonostante le continue evidenze del deterioramento ambientale. Nel periodo tra marzo e maggio abbiamo rivisto al ribasso le nostre stime di crescita economica globale per il 2026, dal 3,3% al 3,1%. Le revisioni hanno interessato anche gli Stati Uniti (dal 2,3% al 2,0%), l’Eurozona (dall’1,3% allo 0,9%) e la Germania (dall’1,2% allo 0,7%). Parallelamente, le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo negli Stati Uniti (dal 2,6% al 3,2%), nell’Eurozona (dal 2,0% al 3,1%), in Germania (dal 2,1% al 3,1%) e nella maggior parte delle altre economie. 

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Conclusioni: dieci punti chiave

  1. Nel complesso, gli intervistati alla survey clienti si mostrano ottimisti riguardo allo sviluppo dell’IA e alle sue implicazioni nei prossimi cinque anni.
  2. Prevale invece il pessimismo in relazione alla stabilità geopolitica, al commercio e alla competizione per le risorse, nonché alla coesione sociale. Le opinioni risultano più equilibrate per quanto riguarda le tendenze ambientali.
  3. Gli investitori più giovani tendono a essere leggermente più ottimisti rispetto a quelli più anziani sui temi dell’IA e della tecnologia, ma più pessimisti riguardo alle questioni geopolitiche, sociali e ambientali.
  4. Temi oggi particolarmente rilevanti, come l’IA, il debito pubblico, l’evoluzione dei flussi commerciali globali e i conflitti militari regionali, figurano tra i principali fattori di cambiamento che gli intervistati si aspettano nei prossimi cinque anni.
  5. Emerge un forte consenso sul fatto che l’IA avrà un impatto significativo sul business e sugli investimenti, che si tratti di una tematica troppo importante per essere lasciata esclusivamente all’iniziativa privata e che la governance aziendale dovrà evolvere profondamente per affrontare le nuove sfide globali.
  6. Nel complesso, gli intervistati concordano sul fatto che gli investimenti nel petrolio e nel gas rappresentino una componente necessaria della transizione economica. Al contrario, non ritengono che la riduzione delle emissioni globali di carbonio diventerà una priorità assoluta per le imprese.
  7. Tra gli obiettivi di portafoglio attuali, la conservazione del patrimonio nel lungo periodo è il più citato, seguita dalla ricerca di rendimenti stabili nel tempo. Solo una piccola minoranza degli intervistati dichiara obiettivi non finanziari.
  8. Quasi la metà degli intervistati prevede di adottare un approccio d’investimento più tattico per cogliere le opportunità che emergeranno. Quote leggermente inferiori intendono invece rivedere la propria asset allocation strategica e gli approcci alla gestione del rischio.
  9. Più investitori prevedono di aumentare l’esposizione agli investimenti ESG rispetto a coloro che intendono ridurla.
  10. I partecipanti alla survey dbInsights hanno costantemente individuato nell’IA il principale tema d’investimento per il 2026, sebbene la percezione dei rischi associati vari sensibilmente tra le diverse aree geografiche.