db Premium Magazine March 10, 2026

Favignana, oltre la vita da spiaggia

Un affascinante museo all’interno dell’antica tonnara racconta la storia, la tradizione e il passato industriale della principale isola delle Egadi.

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La riapertura al pubblico, dopo la pausa invernale, è prevista per il primo aprile; giusto il tempo per pianificare un weekend decisamente fuori dall’ordinario.
Destinazione: Favignana, l’isola dell’arcipelago delle Egadi di fronte a Trapani, ampiamente nota come meta di turismo estivo, ma che in realtà ha moltissimo da offrire anche al di fuori dei canonici mesi di luglio e agosto e in aggiunta alle sue splendide attrattive balneari.

Quello che apre i battenti ad aprile è, infatti, un monumento di archeologia industriale tanto affascinante che basterebbe di per sé a giustificare un viaggio sull’isola, senza neppure tenere conto delle innumerevoli attrattive paesaggistiche e naturalistiche: si tratta dell’antica tonnara, il cui nome ufficiale è oggi in realtà Ex Stabilimento delle Tonnare di Favignana e Formica, la cui imponente costruzione è visibile già dal porto, a poche centinaia di metri dal centro del paese.

Ben prima di essere una meta turistica, a partire dal 19° secolo Favignana ha ricoperto, infatti, un importante ruolo per l’industria alimentare. Nel 1874 la storica tonnara preesistente fu acquistata da Ignazio Florio (imprenditore appartenente alla grande famiglia la cui storia ha dato vita alla saga dei “Leoni di Sicilia”, prima con la fortunata serie di libri di Stefania Auci e poi con una fiction televisiva), che ebbe l’intuizione di abbinare un metodo di conservazione fino ad allora poco utilizzato - quello del sott’olio - con le procedure industriali di inscatolamento: inventando, in pratica, il tonno in scatola come lo conosciamo oggi.

Florio affidò all’architetto Damiani Almeyda la ristrutturazione integrale dell’edificio: nacque così uno stabilimento di 32mila metri quadrati, realizzato nella tipica pietra tufacea locale, che comprendeva una serie di grandi ambienti coperti, spazi e aree diverse per dimensioni e destinazioni d’uso: uffici, magazzini, falegnameria, officine, spogliatoio per gli uomini e spogliatoio per le donne, stiva, galleria delle macchine, “trizzana” e “malfaraggio” (per il ricovero delle barche), locali a servizio della lunga batteria di forni per la cottura del tonno e, svettanti su tutto, tre alte ciminiere. Nel volgere di pochi anni, la struttura divenne una delle più grandi e importanti tonnare del Mediterraneo, vero e proprio colosso del settore: basti pensare che, agli inizi del Novecento, lo stabilimento era paragonabile per importanza e numero di operai alla Fiat di Torino.

In seguito, la parabola discendente della famiglia Florio portò alla vendita del complesso nel 1937 ai genovesi Parodi; ma nei decenni successivi il cambiamento delle dinamiche di mercato rese sempre meno economicamente vantaggiosa la produzione, fino ad arrivare alla chiusura completa delle attività negli anni ’70. Il grande edificio rimase, quindi, in stato di abbandono per un ventennio; fino a che, intorno al 1990, il complesso fu acquistato dalla Regione che iniziò un lungo e accurato restauro terminato nel 2009.

Il risultato è un luogo di straordinario fascino che - all’interno di un contesto paesaggistico mozzafiato - ricostruisce tutte le fasi della lavorazione del tonno, dall’arrivo delle barche cariche di pesce fino alle fasi di cottura e inscatolamento: un museo che racconta la vita quotidiana della tonnara attraverso oggetti storici e installazioni multimediali, a cui si aggiunge una mostra fotografica permanente, allestita nell'ex spogliatoio donne, che ospita i reportage sulla mattanza firmati da fotografi famosi del calibro di Ferdinando Scianna, Sebastião Salgado, René Burri, Leonard Freed.
Alcuni locali sono anche stati dedicati al più antico passato dell’isola, con l’esposizione di reperti archeologici subacquei della Battaglia delle Egadi del 241 a.C.

Senza contare che, nei grandi spazi dell’edificio, è stata anche ricavata un’area che ospita il Centro di Primo Soccorso per le Tartarughe Marine, nell’ambito dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi: l’isola di Favignana si trova, infatti, al centro della riserva marina più grande del Mediterraneo, con un’estensione di quasi 54.000 ettari.
Nelle vasche del centro dedicato alle tartarughe marine vengono ospitati esemplari feriti o danneggiati (da urti, ma anche da reti o plastiche), che vengono curati e, una volta guariti, nuovamente rilasciati in mare; il centro offre anche delle visite guidate che permettono di saperne di più su questi animali, ma anche di capire cosa fare (e cosa non fare) nel caso si avvistasse un esemplare in difficoltà.
Il mare, splendido e cristallino, è appena fuori dalla porta: ma è solo uno dei tanti motivi che rendono un viaggio primaverile a Favignana un’esperienza indimenticabile.

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