db Magazine January 23, 2026

Tiene il settore del lusso ma conta più l’esperienza

La spesa globale sui diversi segmenti del lusso rimane sostanzialmente stabile nel 2025, tuttavia, i consumatori globali stanno spostando le proprie preferenze dai beni personali alle esperienze - “Luxury Goods Worldwide Market Study” di Bain & Company.

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Nonostante le tensioni internazionali e l’incertezza geopolitica, il fatturato del settore del lusso si manterrà stabile nel 2025. Tuttavia, stanno emergendo nuove tendenze tra i consumatori globali che iniziano a favorire le esperienze ai beni personali, privilegiando momenti di valore e autenticità rispetto all’acquisto di nuovi prodotti di lusso.

La spesa globale dei consumatori nei diversi segmenti dell’industria del lusso è destinata a raggiungere circa 1.440 miliardi di euro a fine 2025, rimanendo sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (con una variazione compresa tra +1% e -1% a tassi di cambio costanti). Da considerare che si è assistito a un miglioramento graduale durante i diversi trimestri, che dovrebbe proseguire nel corso del prossimo anno. È quanto emerge dalla nuova edizione del “Luxury Goods Worldwide Market Study” di Bain & Company, in collaborazione con Altagamma.

Nonostante la stabilità della spesa, secondo il report, stanno emergendo profondi cambiamenti strutturali. Infatti, lo studio evidenzia una tendenza secolare: il passaggio da un “consumo ostentato” - tipico degli anni passati - a una forma di “indulgenza esperienziale”, in cui il lusso si esprime attraverso il benessere personale, la connessione e l’auto-ricompensa. È quello che viene definito uno “spostamento tettonico”: un movimento profondo che orienta la crescita verso le esperienze di lusso - come ospitalità, crociere e alta ristorazione - a scapito dei beni di lusso tradizionali, tra cui le automobili, ridefinendo le dinamiche dell’intera industria. Le previsioni indicano che, rispetto all’anno precedente, il mercato globale dei beni personali di lusso dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile, attestandosi intorno ai 358 miliardi di euro (a fronte dei 369 miliardi nel 2023 e dei 364 miliardi nel 2024). Si prevede dunque una lieve contrazione, pari a circa il 2% ai tassi di cambio correnti, e una stabilità a cambi costanti - un segnale di maturità del mercato.

Se i consumatori altospendenti continuano a trainare la domanda di beni di lusso di fascia alta, il segmento aspirazionale mostra segnali di rallentamento. Nei diversi segmenti del lusso, l’automotive mostra una contrazione dei volumi in tutte le fasce di prezzo, con un’eccezione di resilienza rappresentata dai veicoli sportivi di alta gamma. Yacht e jet privati continuano invece a registrare una crescita solida, mentre il mercato dell’arte attraversa una fase di stallo e l’arredamento di design tende a stabilizzarsi. Vini e liquori evidenziano performance deludenti, fatta eccezione per le bollicine premium e i grandi rossi italiani. La cucina gourmet, al contrario, vive un’espansione significativa in Asia, Medio Oriente e nelle destinazioni resort, trainata da viaggiatori giovani e desiderosi di esperienze autentiche. Nel frattempo, nuove frontiere come safari esclusivi e sport d’élite stanno contribuendo a ridefinire il concetto stesso di lusso, spostandolo verso forme di esclusività immediata e personalizzata.

Guardando al futuro, una crescita annuale compresa tra il 4% e il 6% per il mercato dei beni personali di lusso appare un’ipotesi realistica, sostenuta dall’ampliamento della base di consumatori globali e da una domanda strutturalmente solida e resiliente. Entro il 2035, il valore del mercato dovrebbe collocarsi tra 525 e 625 miliardi di euro, mentre la spesa complessiva nel segmento del lusso nel suo insieme è destinata a raggiungere un livello compreso tra 2.200 e 2.700 miliardi di euro.

A cura de Il Sole 24 Ore