L’evoluzione delle concezioni e delle correnti artistiche in Europa tra Ottocento e Novecento è il tema dell’importante mostra ospitata a Palazzo dei Diamanti.
Claude Monet - Campo di papaveri, 1881 - Olio su tela, cm 58 x 79 - Rotterdam, Collezione Museum Boijmans Van Beuningen. Acquisito con la collezione di D.G. van Beuningen - Foto Studio Tromp
Il titolo completo è già una sintesi efficace delle tematiche su cui è articolata la nuova mostra in programma fino al 10 gennaio 2027 a Ferrara, presso il bellissimo Palazzo dei Diamanti: “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky - Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni” presenta, infatti, una ricca rassegna di pittori che hanno segnato le tappe di una svolta epocale nella storia dell’arte. In meno di ottant’anni, tra Ottocento e Novecento, la pittura europea passa infatti dall’osservazione diretta della natura alla dissoluzione del reale: una profonda trasformazione ricostruita con competente attenzione nella mostra di Palazzo dei Diamanti.
Al centro del racconto il paesaggio – naturale e urbano – e la vita moderna, che diventano il punto di osservazione di un’epoca in cui il rapporto tra l’artista e il mondo visibile si ridefinisce radicalmente, aprendo la strada a nuove modalità di percezione e rappresentazione della realtà. Articolato in nove capitoli, il percorso ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione della pittura tra XIX e XX secolo, a partire dalla nascita della sensibilità naturalista della Scuola di Barbizon, fondata su un’osservazione diretta del paesaggio. Questo approccio influenza profondamente i macchiaioli italiani, che sviluppano un linguaggio costruito da luce e colore. Con l’impressionismo si afferma una pittura moderna, capace di restituire la percezione fugace davanti al soggetto, mentre in Olanda gli artisti della Scuola dell’Aia declinano questi principi in una visione più sobria e atmosferica.
A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento i postimpressionisti mettono in discussione l’idea di un’arte fedele alla natura. La loro ricerca prende strade diverse: il colore e la forma acquistano autonomia, lo spazio viene reinterpretato, l’immagine si fa più essenziale e carica di significati simbolici, mentre il colore assume un valore sempre più emotivo.
In Italia, il divisionismo rielabora queste ricerche in chiave lirica, esaltando il ruolo della luce e la sua vibrazione. Parallelamente, il tema della vita urbana diventa sempre più centrale per narrare le profonde trasformazioni sociali e culturali del tempo.
All’inizio del Novecento il futurismo esalta il movimento e l’energia della città. Seguono esperienze diverse, tra cui un ritorno all’ordine che recupera equilibrio e classicità. In Europa, intanto, molti artisti intraprendono la strada dell’astrazione, semplificando e progressivamente dissolvendo il dato reale per costruire un linguaggio sempre più autonomo, svincolato dalla rappresentazione del mondo visibile.
La mostra restituisce una stagione straordinariamente ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea. Tra questi, Gustave Courbet, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Mario Sironi.
L’itinerario espositivo riunisce 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dal museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a importanti collezioni pubbliche e private italiane.
L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.
Informazioni:
“Da Monet a Van Gogh a Kandinsky - Nuovi sguardi sulla natura e la modernità” fino al 10 gennaio 2027
Palazzo dei Diamanti Corso Ercole I d’Este 21, Ferrara
Orario: tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 19:30
Tutti i diritti riservati. Gli articoli, i materiali, i contenuti ed i servizi presenti sulle pagine web raggiungibili da questo indirizzo db premium magazine sono destinati ad un utilizzo personale e non professionale e non possono essere copiati, trasmessi, pubblicati, distribuiti o sfruttati commercialmente senza l’esplicito consenso scritto del Gruppo Deutsche Bank S.p.A.. Tutti i materiali pubblicati, inclusi a titolo esemplificativo, articoli di informazione, fotografie, immagini, illustrazioni, sono protetti dalle leggi sul diritto d’autore e sono di proprietà dell’editore o di chi legittimamente disponga dei diritti relativi. Le informazioni contenute nel presente documento si basano su fonti ritenute attendibili: tuttavia il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. non ha effettuato una verifica indipendente relativa a tali informazioni e declina ogni responsabilità a riguardo. Conseguentemente, nessuna garanzia, espressa o implicita, è fornita, né alcun affidamento può essere fatto riguardo alla precisione, completezza o correttezza delle informazioni e delle opinioni contenute in questo documento. Gli articoli, le ricerche e gli studi pubblicati rappresentano esclusivamente le opinioni e i punti di vista dei relativi autori: esse non riflettono necessariamente le opinioni di Deutsche Bank S.p.A. né di qualsiasi società controllata o consociata del Gruppo Deutsche Bank S.p.A.. Né l’autore né il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. possono essere ritenuti responsabili per danni derivanti dall’utilizzo della presente pubblicazione, tranne per quanto è previsto dalla normativa applicabile. Il Gruppo Deutsche Bank S.p.A cercherà in tutti i modi di evitare la pubblicazione di informazioni erronee ed affermazioni che possano in alcun modo essere considerate lesive di diritti di terzi. Le informazioni riportate hanno solo uno scopo informativo, non sono da intendersi, interpretarsi o considerarsi in alcun modo come messaggio promozionale ovvero offerte di vendita o sollecitazioni a sottoscrivere, invito ad acquistare o vendere o come raccomandazione ad acquistare o collocare qualsiasi tipo di strumento finanziario, nè come giudizi da parte del Gruppo Deutsche Bank S.p.A. sull’opportunità dell’investimento in alcuno dei prodotti illustrati, o ricerca in materia di investimenti, né tantomeno costituiscono una raccomandazione ad eseguire alcun tipo di operazione. Quanto ad eventuali richiami di natura fiscale qui contenuti, va rilevato che i livelli e le basi di tassazione a cui fanno riferimento gli articoli pubblicati sono suscettibili di cambiamenti rispetto alla data di pubblicazione e possono incidere sul valore dell’investimento; il Gruppo Deutsche Bank S.p.A. non ha l'obbligo di mantenere aggiornate queste informazioni, né tantomeno di aggiornarle. La distribuzione di questo documento in altre giurisdizioni può essere soggetta a restrizioni e pertanto le persone alle quali dovesse pervenire tale documento si dovranno informare sull’esistenza di tali restrizioni ed osservarle. Ulteriori informazioni sono disponibili su richiesta.
Claude Monet - Campo di papaveri, 1881 - Olio su tela, cm 58 x 79 - Rotterdam, Collezione Museum Boijmans Van Beuningen. Acquisito con la collezione di D.G. van Beuningen - Foto Studio Tromp
Il titolo completo è già una sintesi efficace delle tematiche su cui è articolata la nuova mostra in programma fino al 10 gennaio 2027 a Ferrara, presso il bellissimo Palazzo dei Diamanti: “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky - Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni” presenta, infatti, una ricca rassegna di pittori che hanno segnato le tappe di una svolta epocale nella storia dell’arte. In meno di ottant’anni, tra Ottocento e Novecento, la pittura europea passa infatti dall’osservazione diretta della natura alla dissoluzione del reale: una profonda trasformazione ricostruita con competente attenzione nella mostra di Palazzo dei Diamanti.
Al centro del racconto il paesaggio – naturale e urbano – e la vita moderna, che diventano il punto di osservazione di un’epoca in cui il rapporto tra l’artista e il mondo visibile si ridefinisce radicalmente, aprendo la strada a nuove modalità di percezione e rappresentazione della realtà.
Articolato in nove capitoli, il percorso ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione della pittura tra XIX e XX secolo, a partire dalla nascita della sensibilità naturalista della Scuola di Barbizon, fondata su un’osservazione diretta del paesaggio. Questo approccio influenza profondamente i macchiaioli italiani, che sviluppano un linguaggio costruito da luce e colore. Con l’impressionismo si afferma una pittura moderna, capace di restituire la percezione fugace davanti al soggetto, mentre in Olanda gli artisti della Scuola dell’Aia declinano questi principi in una visione più sobria e atmosferica.
A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento i postimpressionisti mettono in discussione l’idea di un’arte fedele alla natura. La loro ricerca prende strade diverse: il colore e la forma acquistano autonomia, lo spazio viene reinterpretato, l’immagine si fa più essenziale e carica di significati simbolici, mentre il colore assume un valore sempre più emotivo.
In Italia, il divisionismo rielabora queste ricerche in chiave lirica, esaltando il ruolo della luce e la sua vibrazione. Parallelamente, il tema della vita urbana diventa sempre più centrale per narrare le profonde trasformazioni sociali e culturali del tempo.
All’inizio del Novecento il futurismo esalta il movimento e l’energia della città. Seguono esperienze diverse, tra cui un ritorno all’ordine che recupera equilibrio e classicità.
In Europa, intanto, molti artisti intraprendono la strada dell’astrazione, semplificando e progressivamente dissolvendo il dato reale per costruire un linguaggio sempre più autonomo, svincolato dalla rappresentazione del mondo visibile.
La mostra restituisce una stagione straordinariamente ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea.
Tra questi, Gustave Courbet, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Mario Sironi.
L’itinerario espositivo riunisce 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dal museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a importanti collezioni pubbliche e private italiane.
L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.
Informazioni:
“Da Monet a Van Gogh a Kandinsky - Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”
fino al 10 gennaio 2027
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este 21, Ferrara
Orario: tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 19:30
Ingresso: 16 euro intero (14 euro ridotto)
Per ulteriori informazioni: tel. 0532 244949 - diamanti@comune.fe.it
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