db Magazine July 16, 2026

Previdenza complementare ancora troppo poco conosciuta in Italia

I tassi di partecipazione alle forme di previdenza complementare sono inferiori al 40% delle forze di lavoro e solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene questa opportunità, come rilevato dal settimo Rapporto Assogestioni-Censis.

immagine rappresentativa

I lavoratori italiani percepiscono la rilevanza della previdenza integrativa, ma continuano a conoscerla poco, a rinviarne la scelta o a guardarla con diffidenza.

Il 76,1% dei lavoratori che conosce la previdenza complementare pensa che potrebbe essere una soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato. E il 69,9% ritiene che, oltre che per integrare la pensione pubblica, potrebbe comunque contribuire a generare le risorse per finanziare progetti, attività ed esigenze di vita nell’età longeva.

Tuttavia, questo riconoscimento ad oggi non si è tradotto in conseguente adesione, infatti, i tassi di partecipazione alle forme di previdenza complementare sono inferiori al 40% della forza lavoro.

È quanto emerge dal settimo Rapporto Assogestioni-Censis “Le opportunità della previdenza complementare”.

Inoltre, solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene la previdenza complementare, il 57,6% a grandi linee, il 13,5% non la conosce. Solo il 17% ne ha una conoscenza effettiva, verificata dal funzionamento dei suoi meccanismi di base e appena il 6% conosce bene le novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Dal rapporto risulta anche che, per il 55,8% dei lavoratori intervistati, circolano sulla previdenza complementare informazioni poco chiare e al 18,3% è capitato di ricevere informazioni che poi si sono rivelate false.

Infine, in base alle risposte dei lavoratori intervistati, emerge che, nel lento decollo della previdenza complementare, pesa la persistenza di meccanismi di procrastinazione: il 45% dei lavoratori è convinto di avere altre priorità in questo momento e che quindi alla pensione penserà più avanti, e il 51,3% si dice certo che non abbia senso pianificare la pensione perché le regole cambiano troppo di frequente.

A cura de Il Sole 24 Ore