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April 27, 2026
Nel 2026 in lieve ripresa la capacità di risparmio delle famiglie italiane
È quanto emerge dall’edizione primavera 2026 dell’Osservatorio Anima, realizzata in collaborazione con le società di ricerche di mercato Eumetra e Research Dogma.
All’inizio del 2026, la capacità di risparmio delle famiglie italiane mostra un lieve miglioramento, con una quota crescente della popolazione che riesce ad accantonare con regolarità una parte del proprio reddito. È quanto emerge dall’edizione primavera 2026 dell’Osservatorio Anima, realizzata in collaborazione con le società di ricerche di mercato Eumetra e Research Dogma.
Secondo i dati raccolti, a febbraio 2026 tra i cittadini “bancarizzati” (che hanno un conto corrente o postale e accesso a internet) il 54% riesce a risparmiare con una certa costanza una parte del suo reddito, contro il 53% della rilevazione di ottobre 2025.
Tra i risparmiatori individuati come “investitori” (circa il 50% dei bancarizzati), la percentuale sale al 69% (era al 67% a ottobre 2025).
Resta elevata la propensione a pianificare il futuro: gli italiani continuano a dichiarare progetti personali e familiari e adottano strategie prevalentemente prudenti per realizzarli, come il contenimento delle spese superflue (54%), il risparmio o l’investimento (50%) e una gestione attenta delle risorse per allinearle agli obiettivi (27%).
Tra chi investe i propri risparmi, i prodotti finanziari si confermano e rafforzano come prima scelta, sono favoriti dal 56% dei bancarizzati e dal 75% degli investitori, mentre l’interesse per gli immobili, pur rimanendo la seconda opzione, cala.
Ad ogni modo, il contesto internazionale continua a influenzare il clima di fiducia: una rilevazione aggiuntiva, condotta nella prima metà di marzo, dopo l’esplosione della guerra fra Usa, Israele e Iran, evidenzia un forte calo della propensione ad investire. Vale però la pena di osservare che anche nel 2020 durante la fase più acuta della pandemia e nel 2022 all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina vi furono movimenti analoghi, poi rientrati, in entrambi i casi, nei mesi successivi.
In generale, il sentiment economico sull’Italia mostra segnali di miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, soprattutto nelle aspettative a un anno: il 17% dei bancarizzati e il 23% degli investitori ritengono che la situazione migliorerà l’anno prossimo, in aumento rispetto a ottobre 2025.
Guardando alla dimensione personale, tuttavia, il quadro appare più articolato: emergono segnali di polarizzazione tra chi si attende un miglioramento (27% dei bancarizzati e 33% degli investitori) e chi, invece, prevede un peggioramento della propria situazione (29% dei bancarizzati e 25% degli investitori), entrambi i valori in aumento rispetto al semestre precedente.
A cura de Il Sole 24 Ore
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