db Magazine July 3, 2026

Private Banking, in Italia nel 2026 masse vicine a 1.500 miliardi di euro

Nonostante il rallentamento macroeconomico, l’Associazione Italiana Private Banking (Aipb) prevede per il 2026 un ulteriore incremento delle masse, che dovrebbero attestarsi a 1.491 miliardi di euro (+5,2%)

L’industria del Private Banking prevede per il 2026 una ulteriore crescita delle masse, che dovrebbero salire a 1.491 miliardi di euro (+5,2%), a fronte di un’espansione molto più contenuta degli altri operatori (+1%). Questa crescita, secondo l’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), si verificherà anche a fronte di un contesto internazionale incerto e a un rallentamento macroeconomico.

In dettaglio, secondo i dati Aipb, il contributo dei mercati, stimato al +1,4%, appare coerente con una logica di difesa del valore dei portafogli, più che con una piena partecipazione alle opportunità di rendimento offerte dai principali indici nel medio periodo. Ciononostante, pur segnando la fine della crescita a doppia cifra del triennio precedente, il settore continuerà a sovraperformare il mercato, intercettando il 77% dei nuovi flussi di ricchezza finanziaria (54 miliardi di euro su 72 complessivi).

Tali risultati appaiono come il frutto di una crescita della ricchezza alimentata da un risparmio più strutturato e da un modello di servizio solido, che si consolida ulteriormente fino a portare la quota di mercato del settore al 37% a fine 2026. A livello settoriale, l’allocazione riflette un approccio prudente: la crescita delle masse sarà trainata principalmente dal comparto dei prodotti gestiti (fondi comuni e gestioni patrimoniali), attesi in aumento del +7,1%, da quello assicurativo (+4,9%) e dall’amministrato (titoli, azioni; +4,3%); il peso della liquidità sul totale del portafoglio Private è, invece, destinato a scendere fino al minimo storico del 13%, a fronte di una quota investita pari all’87%.

A cura de Il Sole 24 Ore