db Magazine March 18, 2026

Crescono ancora gli importi finanziati alle imprese

Secondo Crif, nei primi 9 mesi del 2025 si conferma la crescita degli importi erogati alle imprese italiane, già osservata a metà anno, con un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

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Nei primi 9 mesi del 2025, gli importi finanziati alle imprese italiane sono aumentati del 13,7% su anno, confermando il trend visto nella prima parte dell’anno. Il dato generale è sostanzialmente in linea per tutte le forme giuridiche: +13,7% per le società di capitali e +13,6% per le ditte e società di persone.

Con riferimento alla dimensione aziendale, le imprese che hanno mostrato la maggior crescita degli importi erogati (+15,9%) sono state le società di capitali di dimensioni più contenute; in particolare quelle con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro. Queste sono generalmente imprese caratterizzate da una ridotta diversificazione dei canali di finanziamento e che vedono quindi nel canale bancario la primaria fonte di credito. Per le società con fatturato sopra i 5 milioni, invece, la crescita degli importi erogati è stata dell’11%, come emerge dai dati dell’Osservatorio Crif sulle imprese.

Inoltre, nei primi 9 mesi del 2025 si confermano i livelli di crescita degli importi erogati osservati a giugno 2025 anche per tipologia di prodotto. In particolare, la crescita più intensa si è osservata sui Mutui chirografari, Altri Mutui non ipotecari e Prestiti (+22,6%), grazie al permanere di condizioni favorevoli di accesso al credito per le imprese.

A ciò si aggiunge anche la necessità di sostenere finanziariamente sia le esigenze di liquidità derivanti dal circolante, sia gli investimenti in asset fissi, nonché il rifinanziamento delle esposizioni debitorie in scadenza. La crescita per i Mutui ipotecari è stata del 5%, quella per i Prestiti auto, Noleggi e Leasing è stata dell’1,1%.

A livello settoriale, la crescita degli importi erogati ha riguardato quasi tutti i comparti produttivi, sebbene con intensità diverse. Tra quelli in controtendenza si conferma in calo il Tessile e Abbigliamento (-5,5%), che continua a registrare un contesto di fragilità strutturale e non mostra segnali di ripresa; mentre tra quelli che registrano una crescita superiore alla media si segnala il Turismo e Tempo Libero (+26,6%). Tale aumento si inserisce all’interno di un 2025 che ha mostrato un trend positivo dei flussi turistici dopo i risultati record del 2024, anche alla luce dello stimolo dato al settore da eventi rilevanti, quali ad esempio il Giubileo.

A cura de Il Sole 24 Ore


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