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April 21, 2026
Cashless oltre i 500 miliardi nel 2025, ma l’Italia resta sotto la media Ue
Dal Rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group emerge che il valore dei pagamenti digitali è triplicato rispetto a quanto registrato nel 2015 ed è arrivato a rappresentare il 26,6% del Pil, con una crescita media del +9,5% negli ultimi tre anni.
In Italia, il transato cashless ha superato i 500 miliardi di euro nel 2025, triplicando il proprio valore rispetto al 2015.
Tuttavia, l’espansione del cashless, sostenuta da un tasso medio annuo di crescita del +9,5% nell’ultimo triennio, si inserisce in un quadro che mostra ancora spazi importanti di crescita: l’Italia è al 21esimo posto nel Cashless Society Index 2026, con 181,4 transazioni pro-capite, ancora lontana della media Ue-27 pari a 246,8.
Il transato “digitale” rappresenta il 26,6% del Pil e, nonostante la crescita, resta anche in questo caso al di sotto della media Ue-27 pari al 31,6%.
È quanto emerge dall’undicesimo Rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group.
“Il superamento dei 500 miliardi di euro di transato cashless segna una tappa simbolica e sostanziale per il sistema Paese: i pagamenti digitali sono ormai una componente stabile dell’economia nazionale e una leva strategica per competitività, legalità ed efficienza”, ha dichiarato Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House - Ambrosetti e Teha Group.
Tuttavia, ha aggiunto, “la distanza dai principali Paesi e peer europei resta significativa: colmare questo divario significa rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre investimenti, ridurre l’economia sommersa e sostenere una crescita più trasparente, moderna e inclusiva”.
Secondo il rapporto, negli ultimi dieci anni la transizione verso una Cashless Society ha generato 55,4 miliardi di euro di benefici complessivi per il sistema-Italia tra riduzione del costo di gestione del contante, maggiore sicurezza delle transazioni, equità dei contribuenti, stimolo allo sviluppo economico, tempo risparmiato e sostenibilità. Si calcola che, ai tassi di crescita attuali, entro il 2030 potranno attivarsi ulteriori 27,5 miliardi, mentre in caso di allineamento ai best performer europei il potenziale complessivo potrebbe raggiungere 123 miliardi.
A cura de Il Sole 24 Ore
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