db Magazine January 13, 2026

Materie prime critiche, Italia più esposta tra principali economie Ue

Le materie prime critiche (Mpc) abilitano 3.900 miliardi di euro di produzione in Ue (22% del Pil). L’Italia emerge come il Paese più esposto tra le 5 principali economie europee, con il 31% del Pil italiano, pari a 675 miliardi.

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La rilevanza delle Materie prime critiche per l’economia europea è ormai sistemica. Queste materie abilitano in Europa circa 3.900 miliardi di euro di produzione industriale, equivalenti al 22% del Pil dell’Unione europea.

L’Italia emerge come il Paese più esposto tra le 5 principali economie europee, con il 31% del Pil italiano, pari a 675 miliardi di euro, che dipende da tecnologie, componenti e processi produttivi che incorporano Mpc. Questo dato conferma come la continuità di approvvigionamento di tali materiali non sia più solo un tema industriale, ma un fattore determinante di competitività e sicurezza economica per il sistema-Paese.

In questo quadro, per l’Italia, l’introduzione della nuova “tassa Raee” proposta a livello europeo rischia di tradursi in un “costo del non fare” stimato in 2,6 miliardi di euro all’anno, legato all’insufficiente capacità di raccolta e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Invece, se si investisse lo stesso importo (2,6 mld) lungo la filiera nazionale del riciclo – potenziando raccolta, impianti e domanda di materie prime seconde – si potrebbe coprire, a regime, fino al 66% del fabbisogno italiano di Materie prime critiche e valorizzare circa 1,7 miliardi di euro all’anno di Mpc contenute nei Raee.

Inoltre, il coinvolgimento delle imprese italiane in Nord Africa, attraverso il Piano Mattei, consentirebbe l’estrazione e valorizzazione delle Mpc contenute all’interno dei Raee, con un valore stimabile fino a 2,5 miliardi di euro.

È quanto emerso dal Rapporto Strategico “La geopolitica delle Materie prime critiche: le opportunità del Piano Mattei e dell'urban mining per la competitività industriale in Italia”, presentato da Iren e realizzato da Teha Group.

A cura de Il Sole 24 Ore